La separazione consensuale è quella in cui i coniugi concordano tutte le condizioni — affidamento e tempi con i figli, casa familiare, mantenimento — e chiedono a un’autorità soltanto di verificarle e renderle efficaci. Non c’è una causa, non c’è un vincitore, e i tempi si misurano in mesi invece che in anni.
Questa pagina spiega una delle strade per separarsi. Se invece la domanda è che cosa comporti il risultato — che cosa cambia davvero una volta separati — la trovi nella guida su cosa cambia quando si è separati legalmente.
Le strade per formalizzarla sono tre, e non sono equivalenti: la scelta dipende soprattutto dal fatto che ci siano figli minori e dal fatto che vi siano trasferimenti di beni.
Quando si può fare
Serve una sola condizione, ma è vincolante: l’accordo deve riguardare tutto. Non esiste una consensuale parziale in cui si concorda sulla casa e si lascia al giudice la decisione sul mantenimento. Se anche un solo punto resta aperto, la strada è quella contenziosa, di cui parliamo in quando ricorrere alla separazione giudiziale.
Non è invece necessario che l’accordo sia stato facile, né che i rapporti siano buoni. Molte consensuali nascono da trattative dure: quello che conta è il punto di arrivo, non il clima.
Le tre strade per formalizzarla
A parità di accordo, la procedura cambia in modo sostanziale.
- Davanti all’ufficiale di stato civile, in comune. È la via più rapida ed economica, ma la più limitata: non è praticabile se ci sono figli minori, maggiorenni non autosufficienti o portatori di handicap grave, e non consente patti di trasferimento patrimoniale. Come funziona nel dettaglio è in separazione presso il comune.
- Con la negoziazione assistita dagli avvocati. L’accordo si raggiunge fuori dal tribunale ma passa al vaglio della Procura, che lo autorizza quando ci sono figli minori. È la via che concilia rapidità e tutela, ed è spiegata in separazione mediante negoziazione assistita.
- Con ricorso congiunto al tribunale, che omologa l’accordo. È la strada obbligata quando servono trasferimenti immobiliari o quando si vuole la massima solidità del titolo. Il procedimento è descritto in separazione in tribunale.
Un errore frequente è scegliere la via più economica e scoprire dopo che non era percorribile: la presenza di un figlio minore esclude il comune, e un immobile da intestare esclude sia il comune sia, in parte, la negoziazione. Vale la pena decidere la strada dopo aver messo per iscritto il contenuto dell’accordo, non prima.
Che cosa deve contenere l’accordo
Qualunque sia la strada scelta, i punti da definire sono sempre gli stessi. Usa questo elenco come lista di controllo prima di sederti al tavolo:
- Affidamento dei figli — di regola condiviso — e indicazione del genitore presso cui sono collocati;
- calendario di frequentazione: giorni infrasettimanali, fine settimana, vacanze, festività, compleanni, orari e luoghi degli scambi;
- assegno di mantenimento per i figli: importo, decorrenza, modalità di versamento e criterio di adeguamento annuale;
- spese straordinarie: quali sono, in che quota si dividono, come si comunicano e in quanti giorni si rimborsano — è la clausola che genera più liti negli anni successivi, e vale la pena scriverla per esteso;
- assegnazione della casa familiare e ripartizione delle spese condominiali, delle utenze e dell’eventuale mutuo;
- assegno per il coniuge, se dovuto, con gli stessi elementi previsti per quello dei figli;
- eventuali trasferimenti patrimoniali, che richiedono la via giudiziale o notarile;
- con figli minori, il piano genitoriale introdotto dalla riforma Cartabia.
Due avvertenze pratiche. La prima: le clausole generiche sono la principale fonte di contenzioso futuro — «i genitori si accorderanno di volta in volta» significa discutere ogni settimana per dieci anni. La seconda: quello che non è scritto non esiste, e riaprire le condizioni dopo richiede un nuovo procedimento.
Quanto dura
La consensuale è rapida per definizione, ma «rapida» significa cose diverse a seconda della strada: il comune è la più veloce, la negoziazione assistita si colloca in mezzo, il ricorso congiunto richiede il passaggio in tribunale e i tempi dell’ufficio giudiziario competente.
Le variabili che incidono davvero sono tre: la presenza di figli minori, che aggiunge il vaglio della Procura o del collegio; la completezza della documentazione depositata; e il carico dell’ufficio a cui vi rivolgete. I termini specifici di ciascuna procedura sono indicati nelle pagine dedicate qui sopra.
Il tempo che nella pratica pesa di più, però, non è quello della procedura: è quello della trattativa. Una consensuale ben preparata si chiude in fretta; una consensuale raggiunta a fatica ha già consumato mesi prima ancora di essere depositata.
Quanto costa
Il costo dipende da tre fattori, in questo ordine di importanza:
- quanti avvocati: nella negoziazione assistita ne serve uno per parte, nel ricorso congiunto i coniugi possono essere assistiti anche da un unico legale;
- la strada scelta: il comune comporta solo un diritto fisso, le vie con assistenza legale comportano il compenso professionale e, per il tribunale, il contributo unificato;
- la complessità patrimoniale: trasferimenti immobiliari, società, mutui da accollare fanno crescere il lavoro e quindi il costo.
Resta valido il confronto che conta: qualunque consensuale costa una frazione di una giudiziale, che si sviluppa su più anni e più udienze e può concludersi con la condanna alle spese. Se il vincolo è economico, la domanda giusta non è «come spendo meno oggi» ma «come evito la causa».
Chi ha redditi bassi può inoltre accedere al patrocinio a spese dello Stato, che copre anche la separazione consensuale.
Con figli minori: che cosa cambia
Cambiano tre cose. La via del comune è esclusa. L’accordo passa al vaglio della Procura o del tribunale, che verificano che le condizioni rispondano all’interesse dei figli e possono chiedere modifiche. E va predisposto il piano genitoriale, che descrive l’organizzazione concreta della loro vita quotidiana.
Sul contenuto delle scelte che riguardano i figli — affidamento, collocazione, tempi — restano validi i criteri generali di cui parliamo in affido condiviso.
Senza figli: la procedura più snella
In assenza di figli minori o non autosufficienti la separazione consensuale è la più semplice che l’ordinamento conosca: se non ci sono neppure trasferimenti patrimoniali, si può concludere davanti all’ufficiale di stato civile.
Resta però da definire la casa familiare, che senza figli segue regole diverse: te ne parliamo in separazione senza figli: a chi va la casa coniugale.
Si può fare online?
Non del tutto, e diffida di chi promette il contrario. La firma digitale e il deposito telematico consentono oggi di svolgere a distanza gran parte del lavoro, e nella negoziazione assistita l’accordo può essere sottoscritto senza che le parti si incontrino fisicamente.
Ma il passaggio finale non è eliminabile: davanti all’ufficiale di stato civile è prevista la comparizione dei coniugi, e nelle altre due strade l’accordo deve comunque essere vagliato dalla Procura o dal tribunale. «Separazione online» indica quindi una modalità di lavoro, non una procedura autonoma.
Se poi le condizioni non funzionano più
L’accordo non è immutabile. Se cambiano le circostanze — un lavoro perso, un trasferimento, i figli che crescono — le condizioni si possono modificare, di comune accordo o rivolgendosi al giudice: la procedura è descritta in modifica delle condizioni di separazione e divorzio.
Dopo la separazione: il divorzio
La separazione non scioglie il matrimonio: lo fa il divorzio, che arriva dopo il decorso dei termini di legge. Il percorso completo, con i tempi e i passaggi, è in dalla separazione al divorzio. Va tenuto presente che dopo la riforma Cartabia le due domande possono in certi casi essere proposte nello stesso procedimento: ne parliamo in separazione e divorzio dopo la riforma Cartabia.
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- Separazione presso il comune
- Separazione mediante negoziazione assistita
- Separazione in tribunale: come si svolge il procedimento
Domande frequenti
Quanto dura una separazione consensuale?
Molto meno di una giudiziale: mesi contro anni. La durata effettiva dipende dalla strada scelta, dalla presenza di figli minori e dai tempi dell’ufficio competente, ma il fattore che pesa di più è quanto tempo serve per raggiungere l’accordo.
Serve l’avvocato?
Davanti all’ufficiale di stato civile no. Nella negoziazione assistita ne serve uno per ciascun coniuge. Nel ricorso congiunto al tribunale l’assistenza legale è necessaria, ma può essere anche di un unico difensore per entrambi.
Possiamo separarci consensualmente se non siamo d’accordo su un punto?
No. L’accordo deve coprire tutte le condizioni. Un solo punto irrisolto porta al procedimento contenzioso.
La separazione consensuale si può fare senza mantenimento?
Sì, se entrambi sono economicamente autosufficienti e nessuno dei due lo richiede. Diverso è il mantenimento dei figli, che risponde a un dovere e non è liberamente rinunciabile dai genitori.
Che cosa succede se uno dei due non rispetta l’accordo?
L’accordo omologato o autorizzato ha valore di titolo esecutivo: si può agire per ottenerne l’adempimento, e nei casi di omesso versamento del mantenimento si aprono anche profili penali.