Affido condiviso

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La legge sull’affido condiviso è intrisa di nobili propositi in merito al diritto-dovere alla bigenitorialità e alla crescita materiale e spirituale dei propri figli a cui in egual misura dovranno provvedere sia il padre che la madre.

Nobili propositi che, tuttavia, nella pratica sono quasi sempre destinati a restare lettera morta e che, anzi, il più delle volte contribuiscono a generare situazioni di conflitto tra i coniugi.

Malgrado la previsione normativa, infatti, i giudici tendono pur sempre a prevedere che uno dei due coniugi conviva stabilmente con i figli presso la casa familiare, riservando all’altro coniuge un mero diritto di visita, con l’obbligo di versare il mantenimento.

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Le situazioni di conflitto a cui accennavamo derivano spesso dall’insoddisfazione di entrambi i coniugi per un siffatto equilibrio di interessi:

  • Da un lato infatti, il padre si vedrà trattato come un semplice bancomat, tenuto sempre e solo a pagare, senza poter provvedere direttamente al pagamento di quanto necessario, né decidere sulla opportunità delle spese sostenute dal genitore collocatario, né avere alcun riscontro circa l’effettiva destinazione di quanto versato;
  • Dall’altro lato, il diritto di visita e la facoltà di poter negare il proprio preventivo consenso ad ogni spesa straordinaria, potrebbero essere strumentalmente utilizzati dal genitore non collocatario (generalmente, appunto, il padre) per esercitare pressione sull’altro coniuge (generalmente la madre), controllarne e limitarne la libertà.

Anche per prevenire e arginare questi conflitti, è necessario che fin da principio siano poste le basi per garantire a marito e moglie la possibilità di vivere serenamente la propria condizione di coniugi separati. Per raggiungere questo equilibrio occorre semplicemente esperienza nel redigere accordi di separazione in cui sia dettagliatamente disciplinato ogni profilo e ogni diritto e dovere che incombe su ciascun coniuge. Previsioni troppo vaghe o troppo liberamente interpretabili, potrebbero, infatti, in qualsiasi momento portare a fraintendimenti o a pretese sostanzialmente contrapposte ma allo stesso tempo contemporaneamente legittime.

Affido condiviso dei figli nelle coppie di fatto

Anche per una coppia non sposata (e magari neanche convivente), sebbene non vi sia necessità di procedere alla separazione legale, è opportuno regolamentare i termini dell’affido dei figli. I figli naturali (ovvero quelli nati al di fuori del matrimonio) godono di tutele giuridiche assolutamente uguali a quelle riservate ai figli nati in costanza di matrimonio. Per gli uni e per gli altri, la legge impone al padre e alla madre di assolvere a tutti i dovere che la genitorialità impone, senza alcuna discriminazione.

Come per una separazione, quindi, anche in questo caso i genitori dovranno regolamentare i loro rapporti con i figli, stabilendo:

  • presso quale abitazione continueranno a vivere (si predilige generalmente la casa familiare);
  • a quale dei due saranno affidati, (si predilige generalmente la madre);
  • in quali giorni il coniuge non collocatario potrà far visita ai figli (si predilige generalmente un giorno fisso a settimana ed un week-end a settimane alterne);
  • quale genitore, e in quale misura, dovrà corrispondere all’altro l’assegno di mantenimento per il figlio.

L’affido condiviso dei bambini

Quando i figli sono molto piccoli, nel disciplinare gli accordi che regolamenteranno l’affido condiviso, occorrerà prestare particolare premura alle condizioni di vita e alle esigenze primarie del bambino. Per motivi biologici e fisiologici, certe cure possono infatti unicamente provenire dalla madre del bambino: basti pensare all’allattamento e al maggiore legame fisico che si stabilisce immediatamente tra madre e figlio.
In queste ipotesi saranno inevitabilmente le esigenze del padre a doversi adattare alle necessità del bambino. Adattarsi, tuttavia, non significa sacrificarsi e rinunciare al legame che, proprio nelle prime fasi della crescita, anche il padre deve avere opportunità di sviluppare con il proprio figlio.
Pertanto, dovranno essere disciplinate in modo appropriato e dettagliato le modalità e i tempi in cui il padre potrà e dovrà far visita al bambino (ad esempio restando presso la casa familiare, nelle immediate prossimità della madre, e facendo coincidere gli orari di visita con quelli in cui il figlio è maggiormente vigile e attivo).

Noi procediamo così

Per tutte queste buone ragioni, quando siamo Noi a predisporre un accordo di separazione nulla è lasciato al caso e ogni ipotesi è espressamente contemplata. Come potrai immaginare, abbiamo, infatti, una ricchissima casistica di separazioni “finite male” e sappiamo come dover gestire ogni singolo aspetto del rapporto che i coniugi avranno fra loro e che ciascun coniuge avrà con i propri figli.
Al contrario di molti avvocati che si improvvisano nel settore del diritto di famiglia (utilizzando anche moduli e formulari standard precompilati), sarà nostra premura redigere un ricorso che sia “cucito su misura per rispondere al meglio alle esigenze di vita di entrambi i coniugi, rispettando le reciproche legittime aspettative.

Sei ancora in tempo (forse)

Quindi, se ancora stai negoziando i termini per la separazione, fai ancora in tempo ad affidare la tutela dei tuoi diritti in mani esperte e se, viceversa, la tua separazione è stata già omologata, potrà forse non essere troppo tardi per modificarla o pretendere che siano più appropriatamente interpretati gli accordi, secondo una lettura ispirata ai principi della legge.

Soluzioni concrete

Dopo tante parole, per offrire soluzione concreta ai tuoi problemi, abbiamo bisogno di conoscerli. Purtroppo non esistono in questo campo ricette universali, ma solo assoluta dedizione al cliente.
Dalle fasi preliminari alla eventuale modifica di accordi già raggiunti, il dialogo è l’elemento più importante. Per questo saremo sempre disponibili (e reperibili!) per confrontarci apertamente con te, con il tuo coniuge ed eventualmente col suo legale.

Avvocati Matrimonialisti Associati

A.M.A. (Avvocati Matrimonialisti Associati) è l’associazione che riunisce in tutta Italia gli Avvocati specializzati in diritto matrimoniale e diritto di famiglia. Si tratta di un settore molto specialistico del diritto, in cui c’è molto da sapere e poco da improvvisare.

Il consiglio che ti diamo è di non affidare la tua separazione all’Avvocato vicino di casa oppure all’amico dell’amico. Cerca fin da subito chi abbia comprovata esperienza in materia. Un errore o una trattativa non seguita e condotta nel modo appropriato potranno portare a disastri e a conseguenze irreparabili.

Dietro ogni causa di natura matrimoniale c’è generalmente tanto lavoro: ore spese ad ascoltare i problemi della coppia, a redigere e modificare accordi, ad interloquire con il legale della controparte e, infine, a partecipare alle udienze, presso il Tribunale competente. Per questo, il compenso richiesto e generalmente molto elevato e la separazione è un lusso che non molte famiglie possono concedersi.

La nostra associazione (e il nostro netwok di avvocati specializzati in diritto matrimoniale) nasce proprio per rispondere a questa esigenza offendo a tutti, anche a chi versa in condizioni di disagio economico, l’opportunità di accedere ad un’assistenza legale altamente specializzata.

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