Quando due genitori si separano, nasce subito una questione pratica che genera spesso fraintendimenti e conflitti: come si dividono le spese per i figli? Soprattutto, chi deve rimborsare al genitore che le ha anticipate? Questo articolo esamina cosa dice la legge, cosa stabilisce la più recente giurisprudenza, e come potete proteggervi da liti costosissime su piccoli (o grandi) importi. La risposta non è sempre scontata: dipende se la spesa è “ordinaria” o “straordinaria”.
Spese Ordinarie e Spese Straordinarie: La Distinzione Cruciale
Partiamo da un concetto fondamentale che il nostro ordinamento giuridico distingue chiaramente, anche se nel linguaggio quotidiano le due categorie possono sembrare sovrapporsi.
Le Spese Ordinarie: Prevedibili, Ricorrenti, Non Richiedono Accordo
Le spese ordinarie sono quelle che rientrano nella vita quotidiana del figlio. Sono spese che sapete in anticipo che dovrete affrontare, che si verificano regolarmente, e che sono quantificabili con ragionevole certezza. Pensiamo, ad esempio, a:
- Il vitto (alimentazione giornaliera)
- L’abbigliamento ordinario
- Le tasse scolastiche (escluse quelle universitarie, che sono spesso straordinarie)
- Il materiale di cancelleria e i libri scolastici
- I medicinali da banco per malattie stagionali
- Le uscite didattiche scolastiche ordinarie organizzate dalla scuola in ambito giornaliero
- La tessera per i trasporti urbani (autobus, metro)
- Il contributo per le spese dell’abitazione (affitto, utenze, riscaldamento)
- Prescuola, doposcuola e baby sitter (se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione)
- Trattamenti estetici ordinari
Elemento chiave: per le spese ordinarie, l’altro genitore non deve essere consultato preventivamente. Sarà sufficiente presentare la documentazione della spesa per ottenere il rimborso della sua quota parte. Non serve un accordo preliminare.
Le spese ordinarie, inoltre, sono già incluse nell’assegno di mantenimento che un genitore paga all’altro. L’assegno mensile è calcolato proprio per coprire queste necessità ordinarie e prevedibili. Se il genitore collocatario (quello con cui vivono i figli) ha ricevuto un assegno di 500 euro al mese, questo importo include già il vitto, l’abbigliamento ordinario, le tasse scolastiche di base, e così via.
Le Spese Straordinarie: Imprevedibili, Eccezionali, Richiedono Accordo
Le spese straordinarie, invece, sono qualcosa di radicalmente diverso. Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione (si veda l’ordinanza n. 379/2021 e la successiva ordinanza n. 793/2023), una spesa è straordinaria quando presenta due caratteristiche fondamentali:
- Imprevedibilità ed eccezionalità: non sapevate in anticipo che si sarebbe verificata, o almeno non sapevate quando
- Rilevanza economica: è una cifra significativa, che si discosta dal livello ordinario di spesa e che va valutata in rapporto alle condizioni patrimoniali dei genitori
Rientrano in questa categoria, ad esempio:
- Una visita specialistica non coperta dal servizio sanitario nazionale
- Un apparecchio ortodontico per raddrizzare i denti
- Un intervento chirurgico (anche se programmato, è eccezionale)
- Lezioni di sostegno scolastico o ripetizioni specializzate
- Corsi di lingua all’estero o scambi scolastici
- Una gita scolastica di più giorni
- L’acquisto di uno strumento musicale e relative lezioni
- Spese per l’iscrizione e la partecipazione a competizioni sportive agonistiche
- Counseling o terapia psicologica
- Cure dentistiche importanti
- Libri e materiali per studi universitari
Attenzione: recentemente (giugno 2025), le nuove linee guida del Tribunale di Milano hanno apportato una modifica importante: la mensa scolastica non è più considerata una spesa ordinaria, ma una spesa straordinaria da suddividere al 50% tra i genitori. Questo rappresenta un cambiamento rispetto ai precedenti protocolli.
L’Elemento Cruciale: Il Preventivo Accordo tra i Genitori
Qui arriviamo al punto che genera la maggior parte dei conflitti tra genitori separati. Per le spese straordinarie, non basta che uno dei genitori le anticipi. C’è un obbligo legale di concertazione preventiva.
Il Principio Della Corte di Cassazione: Solo il Preventivo Accordo Genera Diritto al Rimborso
La Corte di Cassazione ha chiarito con forza questo principio in molteplici pronunce, in particolare nella sentenza n. 379/2021. Il ragionamento della Corte è logico: il titolo giudiziale (la sentenza di separazione o divorzio) stabilisce che i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli. Per le spese straordinarie, questo contributo non può essere deciso unilateralmente da un genitore.
Se uno dei due genitori decide, di sua iniziativa, di anticipare una spesa straordinaria senza aver consultato l’altro, il rischio è che:
- L’altro genitore ritenesse quella spesa non necessaria
- L’altro genitore avrebbe scelto un’alternativa più economica
- L’altro genitore non sia in grado, economicamente, di corrispondere la propria quota
- Non ci sia effettivamente stato un interesse comune nel sostenere quella spesa
Per evitare questi conflitti e proteggere i diritti di entrambi i genitori, il nostro ordinamento richiede il previo accordo.
Come Deve Avvenire l’Accordo: Procedure e Tempistiche
Le nuove linee guida del Tribunale di Milano del 2025 hanno introdotto procedure dettagliate per questa fase, pensate per ridurre i malintesi:
Fase 1: Notifica della Proposta di Spesa
Il genitore che intende sostenere una spesa straordinaria deve notificare all’altro genitore il progetto della spesa, idealmente con:
- Una chiara descrizione di cosa si intende fare
- La motivazione (perché è necessaria)
- La documentazione preliminare (preventivi, pareri di professionisti, ecc.)
Fase 2: Finestra di Risposta
L’altro genitore ha 10 giorni per esprimere il proprio dissenso, motivato. È importante: il silenzio equivale a consenso. Se il secondo genitore non risponde entro 10 giorni, si presume che abbia accettato.
Fase 3: Cosa Succede in Caso di Dissenso
Se l’altro genitore comunica un dissenso motivato, allora non si può procedere unilateralmente. Dovrete trovare un accordo, eventualmente con l’aiuto di un mediatore, oppure rivolgervi al giudice per una decisione.
Fase 4: Rimborso della Spesa Sostenuta
Se la spesa è stata fatta con il necessario accordo (esplicito o tacito per mancanza di risposta), il genitore che l’ha anticipata deve inviare la documentazione di spesa all’altro entro 30 giorni dall’avvenimento della spesa. L’altro genitore è allora tenuto al rimborso della sua quota entro 15 giorni.
Un Importante Chiarimento: Quando il Dissenso “Non Basta”
Negli ultimi anni, una questione è stata dibattuta dai tribunali: il semplice dissenso del padre (o della madre) è davvero sufficiente a bloccare il rimborso di una spesa straordinaria?
La risposta, fornita dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 33939/2023 (depositata il 5 dicembre 2023), è sorprendente: no, il dissenso solo non basta.
Nel caso esaminato, una madre aveva chiesto il rimborso al padre dei costi dell’alloggio universitario della figlia, che si era trasferita per gli studi. Il padre si era opposto sostenendo: “Io non avevo concordato questo trasferimento, quindi non pago”. La Corte ha respinto questa obiezione.
Secondo la Cassazione, il preventivo accordo è necessario solo per quelle spese che davvero presentano i requisiti di “rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità” tali da “esulare dall’ordinario tenore di vita”. Ma se la spesa riguarda un’esigenza primaria del figlio—come un’abitazione per proseguire gli studi superiori—il semplice dissenso del padre non è sufficiente a negare il rimborso.
In altre parole: il padre non può usare il dissenso come uno strumento di ricatto per non pagare la sua quota di spese che sono oggettivamente necessarie per il benessere del figlio. La Corte ha così bilanciato l’interesse del genitore a non vedersi imposto esborsi non concordati, con l’interesse superiore del figlio a ricevere le cure e i servizi di cui ha bisogno.
Questo è un punto delicato, e ogni caso è diverso. Ma la lezione che ne emerge è: il dissenso motivato è importante, ma non automaticamente determinante.
Il Ruolo Cruciale del Titolo Giudiziale (La Sentenza di Separazione o Divorzio)
Un aspetto che spesso sfugge ai genitori è l’importanza capitale del titolo giudiziale originario, cioè la sentenza o l’ordinanza del giudice che ha regolato la separazione o il divorzio.
Cosa Dice La Sentenza Sulle Spese Straordinarie?
Quando il giudice emana una sentenza di separazione o divorzio, stabilisce:
- L’ammontare dell’assegno di mantenimento
- Come si divide la custodia e la responsabilità genitoriale
- Come si dividono i beni
- E, crucialmente, come devono essere gestite le spese straordinarie
In molti casi, il giudice inserisce una clausola del tipo: “Le spese straordinarie per il mantenimento del figlio dovranno essere sostenute d’accordo tra i genitori” oppure elenca specifiche categorie di spese che uno solo dei genitori può sostenere, o categorie che richiedono accordo.
Il Titolo È Esecutivo per Certe Spese
Secondo l’ordinanza n. 379/2021 della Cassazione, il titolo giudiziale originario diventa direttamente esecutivo (cioè si può ottenere il rimborso con un precetto, senza bisogno di una nuova sentenza) per le spese straordinarie che presentano carattere di:
- Prevedibilità: sappiamo che si presenteranno, anche se non sappiamo quando
- Ordinarietà: rispondono alle ordinarie esigenze di mantenimento del figlio
Esempi: spese mediche ricorrenti per una patologia cronica, cure dentistiche che il giudice ha già previsto nel titolo.
Per queste spese, basta presentare la documentazione ed emettere un precetto (una specie di avviso di pagamento), senza bisogno di ricorrere di nuovo in giudizio.
Il Titolo Non È Esecutivo per Altre Spese
Per le spese straordinarie che sono davvero eccezionali e imponderabili (non previste nel titolo originario), il giudice non ha inserito un’autorizzazione specifica, oppure ha stabilito che richiedono accordo: in questi casi, il titolo originario non è più sufficiente. Chi vuole il rimborso deve proporre un’azione di accertamento (essenzialmente, una nuova causa) per ottenere dal giudice una condanna al pagamento.
Questo rappresenta un vantaggio significativo: se riuscite a far inserire nella sentenza originaria un elenco dettagliato delle spese straordinarie che richiedono accordo, rendete esecutiva la sentenza stessa, risparmiando cause future.
Le Novità delle Linee Guida di Milano del Giugno 2025
Nel giugno 2025, il Tribunale di Milano ha introdotto nuove linee guida per la gestione delle spese straordinarie, frutto della collaborazione tra magistrati, avvocati e l’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano. Queste linee guida rappresentano un aggiornamento significativo rispetto ai protocolli precedenti del 2017.
Chi Beneficia di Queste Linee Guida?
A differenza dei precedenti protocolli, le nuove linee guida si applicano a:
- Figli minori
- Figli maggiorenni non economicamente autosufficienti
- Figli in condizioni di disabilità
Questo allargamento è importante, perché molti conflitti riguardano figli universitari o in formazione, che non sono più minori ma non sono ancora autonomi economicamente.
La Rivoluzione della Mensa Scolastica
Come accennato, la novità più clamorosa è che la mensa scolastica non è più una spesa ordinaria. Prima era inclusa nell’assegno di mantenimento; ora è una spesa straordinaria, da suddividere al 50% tra i genitori.
Questo cambiamento riflette un’evoluzione della giurisprudenza: la mensa scolastica è considerata come una scelta educativa, non come una spesa necessaria (il figlio potrebbe mangiare a casa). Di conseguenza, non dovrebbe essere automaticamente a carico del genitore collocatario.
Le Spese per Figli con Disabilità
Le nuove linee guida hanno introdotto una sezione specifica per i figli con disabilità, ai sensi del D.Lgs. 62/2024. Per queste spese, non è richiesto il preventivo accordo se rientrano in categorie specifiche, come:
- Cure, riabilitazioni e assistenza domiciliare
- Dispositivi medici o ausili
- Abbigliamento su misura
- Alimenti terapeutici
- Sport o attività di socializzazione
- Acquisto e manutenzione di veicoli adattati (e relativi costi di patente, bollo, assicurazione)
Questo rappresenta una protezione importante per i genitori di figli con disabilità, che non devono litigare ogni volta per ottenere le cure necessarie.
La Soglia del 10% del Reddito
Un’altra innovazione: se la spesa straordinaria supera il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori, il contributo deve essere necessariamente concordato, oppure deciso dal giudice, e versato direttamente nella percentuale stabilita.
Cosa significa? Se il padre guadagna 2000 euro al mese netti, il 10% è 200 euro. Se una spesa straordinaria supera questo importo, il padre non può semplicemente rifiutarsi di pagare. Deve concordare o rivolgersi al giudice.
Come Recuperare Le Spese Straordinarie Non Concordate: I Vostri Diritti
Abbiamo visto il quadro normativo. Ora, dal punto di vista pratico: cosa potete fare se avete sostenuto una spesa straordinaria e l’altro genitore rifiuta di rimborsarvi?
Scenario 1: Spese che Richiedevano Accordo (Con Documentazione)
Se la spesa era straordinaria, richiedeva accordo, voi non l’avete ottenuto, ma avete tutta la documentazione a supporto:
Opzione A: Ricorso Giudiziale
Dovete proporre un’azione di accertamento davanti al tribunale, chiedendo che il giudice vi condanni al rimborso della quota del padre. Dovete portare:
- La documentazione della spesa
- Gli elementi che provano che era straordinaria
- Gli elementi che provano che era necessaria per il figlio
- La prova che l’avete notificata e non avete ricevuto accordo (o avete ricevuto dissenso)
Il giudice valuterà se la spesa era veramente necessaria e se il dissenso dell’altro genitore era ragionevole.
Opzione B: Mediazione Familiare
Prima di ricorrere al giudice, potete tentare una mediazione. Un mediatore neutrale aiuta i genitori a trovare un accordo. Spesso è più veloce e meno costoso della sentenza.
Scenario 2: Spese che Non Richiedevano Accordo (Con Documentazione)
Se la spesa era straordinaria ma rientra in una categoria che il vostro titolo giudiziale dice non richiedere accordo (oppure è una spesa medica ordinaria), allora potete agire direttamente con un precetto.
Il precetto è una diffida formale a pagare entro 10 giorni. Se l’altro genitore non paga, potete procedere con atti esecutivi (pignoramento dello stipendio, blocco del conto corrente, ecc.).
Scenario 3: Spese Senza Documentazione
Questo è lo scenario peggiore: avete sostenuto una spesa straordinaria, l’altro genitore rifiuta di pagare, ma non avete documentazione che la dimostri (scontrini, ricevute, fatture).
In questo caso, il vostro diritto al rimborso è praticamente azzerato. La Cassazione è stata chiarissima: senza documentazione, non c’è rimborso. Il genitore collocatario non può semplicemente dire “Ho speso 300 euro in ripetizioni per nostro figlio” senza provarlo.
Consiglio prezioso: conservate sempre tutti gli scontrini, le ricevute, le fatture. Organizzatevi con una cartella (anche digitale) dove catalogate le spese straordinarie del figlio per anno scolastico.
I Riferimenti Normativi e Giurisprudenziali Fondamentali
Ecco i principali articoli del Codice Civile e le sentenze che disciplinano questa materia:
Codice Civile
- Art. 337 quater c.c. (Affidamento dei figli): stabilisce il diritto dei figli al mantenimento, all’istruzione e all’educazione
- Art. 337 quinquies c.c. (Provvedimenti riguardanti i figli): come il giudice determina il contributo al mantenimento
Giurisprudenza Recente (2021-2025)
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 379/2021: discrimina tra spese ordinarie (esecutive subito) e straordinarie (richiedono accertamento)
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 793/2023: ribadisce che le spese straordinarie non concordate sono irripetibili, salvo urgenza
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 34100/2021: chiarisce i requisiti delle spese straordinarie (imprevedibilità, eccezionalità)
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 33939/2023: il dissenso motivato non sempre basta ad escludere il rimborso per esigenze primarie del figlio
- Tribunale di Savona, sentenza 24 gennaio 2025: il decreto di omologa è titolo esecutivo per il rimborso delle spese straordinarie obbligatorie
- Tribunale di Trani, sentenza 30 ottobre 2025: chiarisce le distinzioni tra spese richiedenti accordo e spese eccezionali
- Linee Guida Tribunale di Milano, giugno 2025: nuovi protocolli per la gestione delle spese straordinarie, con la novità della mensa scolastica
Norme Speciali
- D.Lgs. 62/2024: disciplina le spese per figli con disabilità
Caso Pratico: La Situazione che Crea Più Conflitti
Per illustrare la complessità di questa materia, consideriamo un caso concreto che capita spesso negli studi legali:
Il Caso: Giovanni è separato da Maria. La loro figlia Giulia ha 12 anni e vive con la madre, che riceve un assegno di mantenimento di 400 euro al mese da Giovanni. A marzo, Giulia ha bisogno di un apparecchio ortodontico che costa 2500 euro (rientra in una lista di spese straordinarie nel titolo della separazione). Maria decide di farlo, manda a Giovanni una email dicendo “Ho prenotato l’ortodontista, lo farò questo mese”, ma Giovanni non risponde e non comunica esplicitamente il consenso.
Maria procede con l’apparecchio. Poi chiede a Giovanni di rimborsare il 50% (1250 euro). Giovanni rifiuta dicendo: “Io non avevo concordato nulla, e tu non potevi deciderlo da sola”.
Cosa dice la giurisprudenza?
Secondo le regole analizzate, la risposta è grigia:
- L’apparecchio ortodontico è chiaramente una spesa straordinaria (eccezionale, imprevedibile, rilevante economicamente)
- Il titolo della separazione la elenca tra le spese straordinarie
- Maria avrebbe dovuto ottenere il consenso espresso di Giovanni prima di procedere
- Però, secondo l’ordinanza n. 33939/2023, il semplice silenzio o dissenso di Giovanni potrebbe non essere “motivato” a sufficienza se l’apparecchio era davvero necessario per la salute dentale di Giulia
Soluzione realistica: Maria ha buone probabilità di ottenere il rimborso se:
- Produce documentazione medica che dimostra la necessità dell’apparecchio
- Dimostra di aver inviato una proposta a Giovanni (email, WhatsApp, ecc.)
- Dimostra che Giovanni non ha risposto entro i 10 giorni previsti dalle nuove linee guida
Se invece Giovanni aveva manifestato esplicitamente un dissenso motivato (per es., “Non posso permettermi 1250 euro al mese per le rate, non farlo”), Maria avrebbe dovuto ricorrere al giudice prima di procedere.
Il Ruolo Fondamentale dell’Avvocato Matrimonialista in Queste Controversie
Un buon avvocato può:
- Analizzare il vostro titolo giudiziale: capire esattamente quali categorie di spese richiedono accordo e quali no
- Documentare correttamente le spese: assicurarsi che conserviate tutto ciò che serve per provare una spesa in giudizio
- Negoziare con l’altra parte: spesso, una semplice lettera dell’avvocato che spiega come funziona la legge porta a un accordo, senza bisogno di giudizio
- Agire rapidamente in caso di inadempienza: tramite precetto, mediazione o azione giudiziale, a seconda dei casi
- Proteggere i vostri interessi nel titolo originario: se state negoziando una separazione consensuale, assicurarsi che la sentenza sia chiara e dettagliata sulle spese straordinarie
Le spese straordinarie sono uno dei temi più delicati nelle separazioni e divorzi. La legge in questa materia è diventata via via più sofisticata, con la giurisprudenza che cerca di bilanciare due esigenze:
- Proteggere il diritto dei genitori a non vedersi imposto esborsi non concordati
- Proteggere il diritto dei figli a ricevere le cure e i servizi di cui hanno bisogno
Non esiste una risposta universale che vada bene per tutti i casi. Ogni situazione è unica, e dipende da:
- Cosa dice il vostro titolo giudiziale originario
- Se la spesa era davvero necessaria per il figlio
- Se l’altro genitore è stato consultato
- Se l’altro genitore ha manifestato un dissenso motivato
- La capacità economica di entrambi i genitori
Se vi trovate a litigare con l’ex partner su una spesa straordinaria del figlio, non cercate di risolvere da soli. Una consulenza con un avvocato matrimonialista esperto in materia può fare la differenza tra una causa costosa e un accordo che preserva il rapporto con il vostro ex e il benessere dei vostri figli.
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Per il quadro generale vedi le spese straordinarie per i figli e l’assegno di mantenimento. La disciplina del mantenimento dei figli è all’art. 337-ter del Codice civile.
Se hai un problema legato al mantenimento, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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- Spese ordinarie e straordinarie per i figli: le differenze
- Spese straordinarie non concordate: chi le paga?
- Spese straordinarie per i figli: la guida completa
Domande frequenti
Il genitore è obbligato a rimborsare le spese straordinarie?
Sì, per la sua quota (di regola il 50%), quando le spese rientrano tra quelle straordinarie e, se richiesto, sono state concordate o erano urgenti o necessarie.
Cosa posso fare se l’altro genitore non rimborsa?
Puoi agire per il recupero, anche in via esecutiva, dimostrando la natura straordinaria della spesa e di averla sostenuta. Conserva sempre ricevute e documentazione.
Posso rifiutare il rimborso di una spesa non concordata?
Per le spese di maggiore importo non urgenti decise senza accordo puoi contestarne il rimborso; non così per quelle urgenti, necessarie o di modico valore nell’interesse del figlio.
6 risposte
Ho due gemelle di quasi 16 anni.
Vorrei capire .
Nelle spese straordinarie rientrano:
Trattamenti estetici , parrucchiere, ?
Ti rispondo da madre: estetista e parrucchiere li levi dal mantenimento, non sono certo spese straordinarie
Rispondo da papà. Se le tue figlie hanno bisogno del centro estetico , vai a lavorare senza rompere le balle al papà . Ma guarda questa ….
concordo appieno
il diritto di famiglia in italia è il terzo mondo. padri presi come bancomat e le signore che fanno la bella vita
Questi commenti ti fanno capire che stiamo messi davvero male