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Se l’ex muore: meglio essere separati o divorziati?

§ Sintesi dei contenuti

È una domanda che suona cinica, ma ha conseguenze economiche molto concrete: se l’ex coniuge muore, fa differenza essere ancora separati oppure già divorziati? La risposta è sì, e la differenza è netta soprattutto su due fronti: l’eredità e la pensione di reversibilità. Vediamo perché.

La differenza di fondo: separazione e divorzio non sono uguali

La separazione non scioglie il matrimonio: i coniugi separati restano formalmente sposati. Il divorzio, invece, scioglie definitivamente il vincolo. Questa differenza, che in vita può sembrare quasi formale, alla morte di uno dei due diventa decisiva.

L’eredità: il separato eredita, il divorziato no

Il coniuge separato senza addebito conserva i pieni diritti successori: alla morte dell’altro è erede legittimario, esattamente come un coniuge non separato. Il coniuge divorziato, al contrario, ha perso la qualità di erede e, di regola, non eredita nulla (salvo, a certe condizioni, il diritto a un assegno periodico a carico dell’eredità).

Chi è ancora in fase di separazione, dunque, alla morte dell’altro coniuge si trova in una posizione successoria molto più favorevole rispetto a chi ha già divorziato.

Cosa resta al divorziato

Dire che il divorziato “non eredita” non significa che resti del tutto privo di tutele. La legge gli riconosce, a determinate condizioni (in genere la titolarità dell’assegno divorzile e il non essersi risposato), alcuni strumenti economici: l’assegno periodico a carico dell’eredità (in caso di stato di bisogno), una quota dell’indennità di fine rapporto dell’ex e la pensione di reversibilità. Sono però tutele più limitate e condizionate rispetto ai pieni diritti successori del coniuge separato, che invece eredita come legittimario senza dover dimostrare nulla.

Il momento conta: se la morte arriva prima del divorzio definitivo

La giurisprudenza ha affrontato il caso in cui la morte sopraggiunga mentre il divorzio è ancora in corso, prima che la sentenza diventi definitiva. In tali ipotesi è stato riconosciuto che il coniuge superstite — ancora tecnicamente non divorziato — può far valere i diritti che gli spettano come coniuge, dalla successione alla reversibilità, perché il vincolo matrimoniale non si è ancora sciolto (in questo senso, ad esempio, Corte d’Appello di Torino n. 1458/2016).

La pensione di reversibilità

Anche sul fronte della pensione di reversibilità la posizione del separato è più solida: il coniuge separato vi ha diritto come il coniuge non separato. Il divorziato può conservarla solo a precise condizioni (titolarità dell’assegno divorzile, mancato nuovo matrimonio) e, in caso di concorso con un nuovo coniuge superstite, la pensione viene ripartita. Ne parliamo nell’articolo dedicato alla reversibilità tra coniuge superstite e divorziato.

Per il quadro generale leggi la differenza tra separazione e divorzio.

Se devi valutare gli effetti successori della tua separazione o del divorzio, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.

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Domande frequenti

Il coniuge separato eredita?

Sì. Il separato senza addebito conserva i pieni diritti successori ed è erede legittimario, come un coniuge non separato. Il divorziato, invece, di regola non eredita.

Cosa succede se l’ex muore durante il divorzio?

Se la morte avviene prima che la sentenza di divorzio sia definitiva, il vincolo non si è ancora sciolto: il superstite può far valere i diritti del coniuge, da eredità e reversibilità.

Conviene quindi non divorziare?

Dipende dagli obiettivi. Sul piano successorio e della reversibilità il separato è più tutelato, ma la scelta tra restare separati o divorziare dipende da molti altri fattori personali ed economici.

Il divorziato perde anche la reversibilità?

Non sempre. Può conservarla a precise condizioni (titolarità dell’assegno divorzile, non essersi risposato), ma con possibile ripartizione in caso di nuovo coniuge superstite.

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