Cosa può fare un coniuge separato che ha diritto al mantenimento ma non lo riceve, perché l’altro non paga, e si trova così in gravi difficoltà economiche? Per queste situazioni esiste uno strumento poco conosciuto ma importante: il Fondo di solidarietà per i coniugi separati in stato di bisogno. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.
Cos’è e a cosa serve
Il Fondo è stato istituito dalla legge di stabilità 2016 e reso operativo dal Ministero della Giustizia. La sua finalità è sostenere economicamente i coniugi separati che, pur essendo titolari di un assegno di mantenimento, non lo ricevono a causa dell’inadempimento dell’altro coniuge, e che per questo versano in uno stato di bisogno.
È importante chiarire il senso della misura: il Fondo non si sostituisce in via ordinaria al coniuge inadempiente, né serve a coprire qualsiasi mancato pagamento. Interviene nelle situazioni particolarmente gravi, in cui il coniuge (e i figli con lui conviventi) si trovi nell’impossibilità di provvedere persino al proprio sostentamento.
I requisiti per accedervi
Per poter accedere al Fondo devono ricorrere, in sostanza, queste condizioni:
- essere titolari di un assegno di mantenimento stabilito in sede di separazione;
- non riceverlo a causa dell’inadempimento dell’obbligato;
- trovarsi in un effettivo stato di bisogno, cioè nell’impossibilità di provvedere al proprio mantenimento e a quello dei figli conviventi.
Come si accede
L’accesso alle risorse del Fondo non è automatico: è rimesso alla valutazione del Presidente del Tribunale (o di un giudice da lui delegato), che decide sull’istanza presentata dal coniuge in stato di bisogno. La valutazione riguarda l’ammissibilità della domanda e la sussistenza effettiva dei presupposti.
Trattandosi di una misura subordinata alla disponibilità delle risorse stanziate e a una valutazione caso per caso, è consigliabile farsi assistere nella presentazione dell’istanza, documentando con precisione sia l’inadempimento sia lo stato di bisogno.
Uno strumento da affiancare agli altri rimedi
Il Fondo è una rete di protezione che si aggiunge agli altri strumenti contro l’inadempimento: chi non riceve il mantenimento può comunque agire per ottenere l’ordine di pagamento diretto al datore di lavoro dell’obbligato, il pignoramento delle somme e, nei casi più gravi, far valere la responsabilità penale per il mancato pagamento.
Per il quadro generale leggi la guida all’assegno di mantenimento.
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Domande frequenti
Cos’è il Fondo di solidarietà per i coniugi separati?
È una misura, istituita dalla legge di stabilità 2016, che sostiene economicamente i coniugi separati titolari di assegno di mantenimento che non lo ricevono e versano in stato di bisogno.
Chi può accedere al Fondo?
Chi è titolare di un assegno di mantenimento stabilito in separazione, non lo riceve per l’inadempimento dell’altro coniuge e si trova in un effettivo stato di bisogno, anche per i figli conviventi.
Come si chiede l’accesso al Fondo?
Con un’istanza valutata dal Presidente del Tribunale o da un giudice delegato, che verifica l’ammissibilità e la sussistenza dei presupposti. È utile documentare inadempimento e stato di bisogno.
Il Fondo sostituisce il coniuge che non paga?
No. Non copre qualsiasi mancato pagamento: interviene nelle situazioni particolarmente gravi di bisogno e si affianca agli altri rimedi contro l’inadempimento.