Cosa succede al mantenimento quando marito e moglie guadagnano più o meno lo stesso? È una domanda frequente e la risposta richiede una distinzione fondamentale: una cosa è l’assegno tra coniugi, un’altra il mantenimento dei figli. Vediamole separatamente.
Assegno tra coniugi: serve uno squilibrio
L’assegno di mantenimento a favore di un coniuge presuppone uno squilibrio economico: spetta a chi non ha redditi adeguati rispetto all’altro. Se i due coniugi hanno redditi e patrimoni sostanzialmente equivalenti, questo presupposto manca: di regola, quindi, nessuno dei due ha diritto a un assegno dall’altro, perché entrambi sono in grado di mantenersi autonomamente.
È la conseguenza diretta dell’orientamento attuale, che lega l’assegno all’autosufficienza: dove c’è già autonomia economica reciproca, non c’è ragione per un sostegno.
Attenzione alle apparenze: redditi “uguali” sulla carta
Uguaglianza dei redditi non significa sempre uguaglianza della situazione economica reale. Bisogna guardare al quadro completo:
- il patrimonio complessivo (immobili, risparmi), non solo il reddito da lavoro;
- la stabilità del reddito (un posto fisso non equivale a un’attività precaria con lo stesso importo);
- la presenza di redditi non dichiarati o di un tenore di vita più alto del dichiarato;
- chi sostiene i costi della casa familiare e dei figli.
Due redditi numericamente identici possono quindi nascondere situazioni diverse, che il giudice è chiamato a valutare.
Il mantenimento dei figli resta dovuto
Diverso è il discorso per i figli: il loro mantenimento è sempre dovuto da entrambi i genitori, anche se hanno redditi uguali. In questo caso i genitori contribuiscono in misura paritaria e l’eventuale assegno serve a riequilibrare i tempi di permanenza e le spese sostenute da ciascuno. Se i figli stanno con entrambi in modo equilibrato e i redditi sono identici, l’assegno può anche essere contenuto o sostituito dal mantenimento diretto, ma le spese vanno comunque ripartite.
Per approfondire leggi come si calcola l’assegno di mantenimento e la differenza tra spese ordinarie e straordinarie per i figli. Il riferimento è l’art. 156 del Codice civile.
Se tu e il tuo coniuge avete redditi simili e vuoi capire cosa spetta, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Spetta il mantenimento se i coniugi guadagnano uguale?
Di regola no, tra coniugi: manca lo squilibrio economico che giustifica l’assegno, perché entrambi sono in grado di mantenersi da soli.
Conta solo il reddito da lavoro?
No. Si valuta l’intera situazione: patrimonio, stabilità del reddito, eventuali guadagni in nero, chi sostiene casa e figli. Redditi uguali sulla carta possono nascondere situazioni diverse.
I figli vanno mantenuti anche con redditi uguali?
Sì, sempre. Entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento dei figli in misura paritaria, ripartendo spese e tempi di permanenza.
Con redditi uguali si può evitare l’assegno per i figli?
Si può prevedere il mantenimento diretto al posto dell’assegno, ma le spese per i figli vanno comunque ripartite tra i genitori.