Dopo una separazione, una domanda ricorrente riguarda il fisco: chi paga le tasse sulla casa quando questa viene assegnata a uno dei due coniugi? La risposta sorprende molti proprietari, e negli anni è anche cambiata. Vediamo come funziona oggi, con particolare attenzione all’IMU.
L’IMU sulla casa assegnata: paga l’assegnatario
Questo è il punto più importante e spesso frainteso. Ai fini IMU, il coniuge a cui il giudice assegna la casa familiare è considerato titolare del diritto di abitazione sull’immobile. Di conseguenza è lui — l’assegnatario — il soggetto passivo dell’imposta, anche se la casa è di proprietà dell’altro coniuge o lo è solo in parte.
In altre parole: il proprietario non assegnatario, che ha perso la disponibilità della casa, non paga l’IMU su quell’immobile. È l’esatto contrario di quanto molti credono.
La buona notizia: di solito è esente
Poiché per l’assegnatario quella casa è l’abitazione principale, l’IMU normalmente non è dovuta: le abitazioni principali (salvo quelle di lusso, categorie A/1, A/8, A/9) sono esenti.
Attenzione però a un requisito che la giurisprudenza considera essenziale: l’esenzione spetta solo se l’assegnatario ha effettivamente stabilito in quella casa la residenza anagrafica e la dimora abituale. La Corte di Cassazione ha chiarito che non basta il provvedimento di assegnazione: serve l’effettiva residenza e dimora nell’immobile. Se l’assegnatario non vi abita davvero, l’esenzione può venire meno.
Le altre imposte e tributi
L’IMU non è l’unico tributo legato alla casa. In sintesi:
- TARI (tassa sui rifiuti): grava su chi occupa e detiene l’immobile, quindi di norma sull’assegnatario che vi abita.
- IRPEF: il reddito dell’immobile resta in capo al proprietario; se però è abitazione principale dell’assegnatario, in genere non concorre alla formazione del reddito imponibile.
La materia fiscale è tecnica e soggetta ad aggiornamenti normativi e regolamenti comunali: per la tua situazione specifica è sempre opportuno un controllo con un professionista o con l’ufficio tributi del Comune.
Spese di gestione: un capitolo diverso
Le tasse non vanno confuse con le spese di gestione della casa (utenze, condominio, manutenzione), che seguono regole proprie. Trovi il quadro completo nell’articolo su chi paga le spese di casa dopo la separazione.
Per capire come e a chi viene assegnata la casa, leggi la guida all’assegnazione della casa coniugale. Il diritto di abitazione dell’assegnatario è disciplinato anche dall’art. 1022 del Codice civile.
Se hai dubbi su chi debba pagare le tasse sulla tua casa dopo la separazione, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Chi paga l’IMU sulla casa assegnata all’ex coniuge?
La paga il coniuge assegnatario, considerato titolare del diritto di abitazione, anche se non è il proprietario. Trattandosi però della sua abitazione principale, di norma l’IMU non è dovuta.
Il proprietario non assegnatario deve pagare l’IMU?
No. Avendo perso la disponibilità dell’immobile a seguito dell’assegnazione, il proprietario non assegnatario non è soggetto passivo IMU per quella casa.
L’esenzione IMU è automatica?
No. Spetta solo se l’assegnatario ha la residenza anagrafica e la dimora abituale nell’immobile. Senza effettiva residenza e dimora, l’esenzione può non applicarsi.
Chi paga la TARI sui rifiuti?
La TARI è dovuta da chi occupa e detiene l’immobile, quindi di regola dal coniuge assegnatario che vi abita.
Le regole valgono anche senza figli?
Il meccanismo IMU riguarda i casi di assegnazione, che presuppone la presenza di figli. Senza figli la casa di norma non viene assegnata, quindi tasse e imposte seguono le ordinarie regole della proprietà.