Assegno divorzile e nuova relazione dell’ex coniuge

Un tema spinoso è quello relativo al contributo al mantenimento, in sede di divorzio, in favore del coniuge economicamente più debole; trattasi di una conseguenza patrimoniale del divorzio.

La Legge italiana sul divorzio prevede che colui che chiede un contributo al proprio mantenimento debba dimostrare di essere privo di mezzi adeguati – con riferimento al proprio contesto coniugale – e di trovarsi altresì nella impossibilità di procurarseli per ragioni di carattere oggettivo.
Spetterà quindi al Giudice determinare il quantum dell’assegno sulla base di alcuni criteri, più precisamente le condizioni e il reddito dei coniugi, le ragioni della decisione, il contributo – dato da ciascun coniuge – alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio, proprio o comune, il tutto rapportato alla durata del matrimonio.
Tra i suddetti criteri non rientra più il tenore di vita goduto durante il matrimonio: come noto, la sentenza n. 18287/2018 delle Sezioni Unite ne ha decretato il superamento.

È comunque facoltà del soggetto obbligato chiedere, in qualsiasi momento, la rideterminazione del quantum ovvero la revoca dell’assegno qualora sopraggiungano significativi mutamenti che giustifichino una revisione della decisione assunta dal Giudice.

Una delle ragioni che può portare alla revoca dell’assegno di divorzio è l’instaurazione di una relazione more uxorio da parte del soggetto beneficiario.

L’ordinanza Cass. 16 ottobre 2020 n. 22604

L’orientamento della Cassazione, ribadito anche con ordinanza 15 settembre – 16 ottobre 2020 n. 22604, stabilisce che la relazione stabile con un partner, la creazione di una famiglia di fatto, se provata dall’ex coniuge obbligato, fa venire meno l’obbligo di versare il contributo al mantenimento.

Cass. Ordinanza 28778/2020

Invero, la Suprema Corte è andata oltre, sancendo con la recentissima ordinanza n. 28778 del 2020 la revocabilità dell’assegno divorzile anche in assenza di convivenza da parte del coniuge beneficiario ritenendo sufficiente l’instaurazione di una relazione stabile e consolidata con un’altra persona “pure caratterizzata da ufficialità nonché fondata sulla quotidiana frequentazione con periodi più o meno lunghi di piena ed effettiva convivenza”.
In altri termini, la Cassazione dà maggiore rilievo all’esistenza di una solida affettività rispetto all’elemento della coabitazione.
Sarà onere del soggetto obbligato dimostrare, da un lato, la sussistenza della relazione anche a mezzo prova testimoniale, dall’altro, l’incremento della disponibilità economica dell’ex coniuge proprio a seguito della nuova relazione, elemento decisivo ai fini della revoca.

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Avv. Silvia Oltramari
L'Avv. Silvia Oltramari dirige la sede di Milano di AMA (Avvocati Matrimonialisti Associati). Se desideri ulteriori approfondimenti su quest'articolo, puoi contattarla compilando il modulo di contatto che trovi in questa pagina.
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