Quando il genitore obbligato non versa il mantenimento, chi ha diritto all’assegno non è privo di tutele. Una delle più efficaci consente di ottenere che sia direttamente il datore di lavoro dell’inadempiente a trattenere le somme dalla busta paga e a versarle a chi spetta. Vediamo come funziona questo strumento, come attivarlo e perché spesso è la soluzione migliore.
Il pagamento diretto da parte di terzi
La legge prevede che, in caso di inadempimento, il giudice possa ordinare ai terzi tenuti a corrispondere somme di denaro all’obbligato — tipicamente il datore di lavoro, ma anche l’ente che eroga una pensione — di versare una parte di tali somme direttamente all’avente diritto al mantenimento. In pratica, lo stipendio viene “intercettato” alla fonte e la quota destinata al mantenimento non passa più dalle mani del debitore.
È uno strumento molto efficace, perché trasforma un pagamento incerto e da sollecitare ogni mese in un versamento stabile e automatico, gestito da un soggetto solvibile e affidabile come il datore di lavoro, che non ha interesse a esporsi a responsabilità.
Quando si può chiedere
Il presupposto è l’inadempimento del genitore obbligato: non basta il timore che non paghi, occorre che vi sia stato un mancato o irregolare versamento dell’assegno. La misura può riguardare sia le somme future, sia le rate già scadute e non pagate (gli arretrati). È quindi uno strumento che guarda avanti, garantendo i pagamenti a venire, ma che può aiutare anche a recuperare il pregresso.
Come si ottiene, passo per passo
Il percorso, in sintesi, è il seguente:
- ci si rivolge a un avvocato e si presenta al giudice la richiesta di ordine di pagamento diretto, allegando il provvedimento che ha fissato il mantenimento e la prova dell’inadempimento;
- il giudice, verificati i presupposti, notifica l’ordine al terzo (datore di lavoro o ente pensionistico) e all’obbligato;
- da quel momento il datore di lavoro è tenuto a trattenere la quota indicata e a versarla direttamente all’avente diritto, sotto la propria responsabilità.
Una volta in vigore, l’ordine continua a operare mese dopo mese, senza bisogno di rinnovarlo: è uno dei suoi vantaggi maggiori.
I limiti di pignorabilità dello stipendio
Va ricordato che lo stipendio non può essere aggredito illimitatamente: la legge fissa dei limiti alla quota pignorabile, per garantire al lavoratore il minimo vitale. Tuttavia, i crediti per il mantenimento godono di un trattamento più favorevole rispetto ai crediti ordinari, proprio per la loro natura. La misura concreta della trattenuta viene stabilita dal giudice tenendo conto sia dell’esigenza di chi deve ricevere il mantenimento, sia di questi limiti.
I vantaggi rispetto al pignoramento ordinario
Rispetto a un pignoramento “tradizionale”, l’ordine di pagamento diretto è più snello: non richiede ogni volta una nuova procedura esecutiva e mette al riparo dal rischio che l’obbligato sposti o nasconda le proprie disponibilità. Per chi attende il mantenimento, significa contare su un’entrata certa mese dopo mese, senza dover ogni volta rincorrere il debitore. In alternativa o in aggiunta, resta sempre possibile agire con il pignoramento presso terzi per recuperare le somme arretrate.
Se l’inadempimento è grave o reiterato, queste tutele civili possono accompagnarsi alle conseguenze penali previste per chi si sottrae agli obblighi verso la famiglia: approfondisci nella guida su cosa fare quando l’ex non paga il mantenimento. Per il quadro generale leggi anche come obbligare il coniuge a pagare. Il riferimento è l’art. 156 del Codice civile e l’art. 8 della legge sul divorzio.
Se l’altro genitore non versa il mantenimento e vuoi attivare l’ordine di pagamento diretto, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Posso far trattenere il mantenimento dalla busta paga dell’ex?
Sì. In caso di inadempimento il giudice può ordinare al datore di lavoro di trattenere la quota di mantenimento dallo stipendio e versarla direttamente a chi ne ha diritto.
Serve un nuovo processo per ottenerlo?
Occorre una richiesta al giudice con la prova dell’inadempimento, ma è una procedura più snella del pignoramento ordinario: una volta emesso, l’ordine vale per i versamenti futuri senza rinnovi.
Funziona anche con la pensione?
Sì. L’ordine può essere rivolto a qualsiasi terzo che debba corrispondere somme all’obbligato, compreso l’ente che eroga una pensione.
Ci sono limiti alla trattenuta sullo stipendio?
Sì, la legge tutela un minimo vitale del lavoratore, ma i crediti per il mantenimento godono di un trattamento più favorevole. La misura è stabilita dal giudice.
Posso recuperare anche gli arretrati?
Sì. Oltre all’ordine di pagamento diretto per il futuro, è possibile agire con il pignoramento presso terzi per le rate già scadute e non pagate.
2 risposte
Buonasera avvocato l’art. 473 bis 37cpc è valido anche per le sentenze del 2018 e con richiesta di mantenimento arretrato eseguito nel febbraio 2024?
Grazie
Saluti
Buona sera avv il mio exs tutti i mesi da 24 separati mi ha sempre dato l’assegno postale,,da 4 mesi con sentenza di divorzio non mi da più l’assegno perché vuole pagare tramite bonifico obbligandomi ad aprire un conto corrente può farlo, gradirei una risposta grazie