Separazione con figli

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Quando due coniugi si separano o divorziano, i figli divengono spesso oggetto di contesa, quasi come se fossero un pretesto per poter esasperare quelle situazioni di conflitto, che viceversa dovrebbero restare interne alla coppia.

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L’affido condiviso

Sebbene la recente legge sull’affido condiviso preveda che, anche in caso di separazione, ai coniugi spetti in egual misura la possibilità di partecipare attivamente alla crescita dei figli, la norma ha ormai definitivamente trovato un’applicazione giurisprudenziale distorta e residuale.
Malgrado le nobili intenzioni del legislatore, è, infatti, inevitabile prevedere (già in sede di separazione) che i figli dimorino stabilmente presso uno dei due genitori, riservando all’altro giorni ed orari in cui potergli far visita.

Il genitore collocatario e quello non collocatario

La definizione non è tra le più piacevoli, ma è quella che maggiormente viene utilizzata in diritto, quindi, ad essa faremo riferimento, distinguendo in particolare tra:

  • Coniuge collocatario, ovvero quello presso cui i figli stabiliranno la loro “dimora prevalente”;
  • Coniuge non collocatario, ovvero quello che avrà l’opportunità di far visita ai figli in giorni ed orari prestabiliti.

È scontato che tale assetto porti drasticamente ad indebolire il rapporto (ma non l’affetto) tra figlio e genitore non collocatario: visite sporadiche non potranno mai sostituirsi alla convivenza quotidiana. Nell’attuale contesto normativo e nell’ottica di recare quanto meno pregiudizio possibile ai figli, questo è, tuttavia, il prezzo da pagare. Soluzioni differenti, dovrebbero portare ad immaginare che il figlio possa davvero vivere una parte dei giorni del mese (o della settimana) con un genitore e una parte con l’altro, in una condizioni di costante “nomadismo”, senza fissa dimora. Nelle loro contese, spesso, i genitori dimenticano, infatti, che i loro figli hanno necessità di coltivare tutte le loro attività extrafamiliari, di attendere ai propri studi, di coltivare le proprie relazioni sociali e i propri hobby.

La madre quale genitore collocatario

Salvo casi eccezionali, il genitore presso cui collocare i figli è generalmente individuato nella madre. I fattori che condizionano questa scelta sono tanti e tra essi non sono da trascurare la mera convenzione sociale e la discriminazione tra i generi, che vedono (lo si dice senza falsa ironia) nella donna l’ “angelo del focolare”. Altri fattori determinanti riguardano il maggior tempo che la madre ha da poter dedicare alla cura dei figli, per il caso in cui ella non lavori o non lo faccia a tempo pieno, nonché il maggior contatto e rapporto fisico esistente tra madre e figlio per ragioni biologiche (dal parto all’allattamento).
Questa lunga premessa ci serve per giungere ad una semplice conclusione: piaccia o meno, salvo casi davvero eccezionali, i figli saranno affidati alla madre ed insieme continueranno a vivere presso la casa coniugale. Al padre resterà, quindi, da corrispondere l’assegno di mantenimento e da far visita nelle ore e nei giorni comandati.

I casi eccezionali

I casi davvero eccezionali a cui ci riferivamo qualche riga più su, riguardano quelle ipotesi marginali in cui vi sia un’evidente disparità tra gli impegni professionali dei coniugi, per cui i figli (non di tenera età) potrebbero essere affidati al padre quando questi sia privo di occupazione e, al contrario, sia la madre a lavorare a tempo pieno; oppure quei casi in cui la condotta della madre appaia assolutamente incompatibile con l’affido dei figli (per conclamate attitudini violente, dedizione all’alcolismo o alle droghe, riprovevole condotta morale, ecc).
Contrariamente a quanto a volte si crede, non è il tradimento coniugale una ragione per poter discutere dell’affido alla madre. Detta in termini brutali, una cattiva moglie ha pur sempre il diritto di essere una (buona) madre.

L’importanza di trovare un accordo consensuale

Messi da parte questi casi eccezionali (che potrebbero legittimamente giustificare una richiesta di affido da parte del padre), e tornando alle situazioni più ordinarie e consuete, se il finale della storia è già noto, è inutile rendere tortuosa la strada per arrivarci.
Il modo per rendere meno tortuosa la strada è quello di addivenire, in breve tempo e in modo pacifico, a regolare consensualmente i rapporti che i due coniugi, una volta separati, avranno con i figli.

Noi procederemo così

Se i rapporti tra i coniugi non sono irrimediabilmente compromessi e non vi sono grandi motivi di contesa, trovare un equilibrio che spiani la strada ad una separazione consensuale sarà il primo obiettivo.
Per raggiungerlo e muovere concretamente i primi passi, ti invieremo fin da subito una bozza degli accordi, in cui sarà dettagliatamente previsto in quali giorni e in quali orari il genitore non collocatario potrà far visita e tenere con sé il figlio, quale importo dovrà corrispondere per il suo mantenimento e presso quale abitazione il figlio ed il genitore collocatario stabiliranno la loro residenza.
Tra la bozza e la stesura definitiva degli accordi, saranno eventualmente necessarie modifiche affinché la separazione sia “cucita su misura” per rispondere al meglio alle esigenze di vita dei coniugi e dei figli.

In questa fase preliminare e in tutta la trattativa che ne seguirà, il dialogo è importante. Per questo saremo sempre disponibili (e reperibili!) per confrontarci apertamente con te, con il tuo coniuge ed eventualmente col suo legale.

Avvocati Matrimonialisti Associati

A.M.A. (Avvocati Matrimonialisti Associati) è l’associazione che riunisce in tutta Italia gli Avvocati specializzati in diritto matrimoniale e diritto di famiglia. Si tratta di un settore molto specialistico del diritto, in cui c’è molto da sapere e poco da improvvisare.
Il consiglio che ti diamo è di non affidare la tua separazione all’Avvocato vicino di casa oppure all’amico dell’amico. Cerca fin da subito chi abbia comprovata esperienza in materia. Un errore commesso in fase di separazione o una trattativa non seguita e condotta nel modo appropriato potranno portare a disastri e a conseguenze irreparabili.

Quanto costa separarsi

Dietro ogni separazione c’è generalmente tanto lavoro: ore spese ad ascoltare i problemi della coppia, a redigere e modificare accordi, ad interloquire con il legale della controparte e, infine, a partecipare alle udienze, presso il Tribunale competente. Per questo, il compenso richiesto e generalmente molto elevato e la separazione è un lusso che non molte famiglie possono concedersi.

La nostra associazione (e il nostro netwok di avvocati specializzati in diritto matrimoniale) nasce proprio per rispondere a questa esigenza offendo a tutti, anche a chi versa in condizioni di disagio economico, l’opportunità di accedere ad un’assistenza legale altamente specializzata.

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