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“Quanto devo pagare di mantenimento?” È una domanda che viene posta molto spesso sia per quanto riguarda il mantenimento dei figli che del coniuge.

La risposta non è semplice.

Differenza tra separazione consensuale e giudiziale

Prima di spiegare il perché dobbiamo chiarirci su una premessa fondamentale che riguarda la differenza tra la separazione consensuale e la separazione giudiziale.
Ci sarebbe ovviamente tanto da dire, ma per essere estremamente sintetici, limitiamoci a dire che:

  • la separazione consensuale è quella a cui si addiviene quando i coniugi riescono a raggiungere un accordo;
  • la separazione giudiziale, viceversa, è quella a cui i coniugi sono costretti a ricorrere quando non riescono a raggiunge un accordo.
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Tornando al quesito iniziale, il punto è che non esiste un un’operazione algebrica, aritmetica da poter eseguire per effettuare il calcolo.

Nel caso della separazione consensuale

Nel caso di una separazione consensuale il mantenimento da dover pagare sarà quello su cui ci sarà accordati al termine della trattativa. E questa trattativa chiaramente potrà essere influenzata da molteplici fattori, che potranno garantire a ciascuno dei coniugi un accordo più o meno favorevole.
Quali fattori potrebbero condizionare la trattativa, ad esempio:

  • L’urgenza, perché magari una delle parti ha maggiore fretta di raggiungere l’accordo;
  • La capacità di reggere lo stress emotivo che una trattativa comporta
  • La propensione al rischio, perché se non si arriva all’accordo sarà il giudice a decidere
  • L’assistenza legale di cui i coniugi beneficeranno

Nel caso della separazione giudiziale

Se la separazione sarà giudiziale, l’esito, ovvero la quantificazione del mantenimento sarà ancora più dubbia, poiché ci sarà una causa vera e propria e tutto dipenderà da:

  • Quali elementi istruttori si potranno produrre nel corso del giudizio per dimostrare il tenore di vita della famiglia;
  • Quanto sarà abile l’avvocato nel saper sfruttare questi elementi;
  • E poi l’incognita di maggior rilevo è data dal fatto che sarà il tribunale a decidere, quindi esattamente quale sarà il convincimento che si farà è imprevedibile.

Quindi, tanto per il caso delle separazione consensuale quanto per la giudiziale nessuno potrà rispondere con esattezza matematica alla domanda: quanto devo pagare di mantenimento.

Nel quantificare il mantenimento ci si deve tuttavia ispirare ad un criterio di valutazione: questo criterio è quello del tenore di vita di cui la famiglia godeva in costanza di matrimonio. Proprio perché il mantenimento avrà lo scopo di preservare quel medesimo tenore di vita. È chiaro che questa affermazione può significare tutto e può non significare nulla, perché ovviamente dividere una famiglia significa far moltiplicare le spese, per cui chiaramente già solo per coprire le spese è fisiologico che le risorse economiche non saranno quelle di cui la famiglia disponeva in costanza di matrimonio: se prima c’era una casa da pagare, dopo la separazione ce ne saranno due, poiché i coniugi vivranno separati e questo vale per le bollette da pagare e per tutti i beni di cui la famiglia disponeva e di cui i coniugi non potranno disporre più individualmente una volta che si saranno separati. È inevitabile.

Un criterio di massima da cui partire è quello di considerare che un importo minimo, in cui anche i redditi sono minimi, si aggira intorno ai 250 euro per ciascun soggetto che dovrà beneficiare del mantenimento. Ma come abbiamo già detto in precedenza le variabili sono infinite per poter quantificare in che misura questo importo minimo possa variare in contesti in cui i i redditi dei coniugi consentano di avere margini di manovra più ampi.

Solo soluzioni su misura

Come avrai già compreso non esistono soluzioni standard e nessuno potrà in anticipo dirti esattamente quanto dovrai pagare di mantenimento.
Ogni caso necessita di essere trattato approfonditamente e con le competenze adeguate. Inutile che marito e moglie si affannino alla ricerca di un accordo, probabilmente non lo troveranno e in ogni caso avranno successivamente comunque bisogno di rivolgersi ad un Avvocato che rediga l’accordo. Quindi, tanto vale fin da subito rivolgersi al legale di riferimento, avendo la sicurezza che la trattativa sarà svolta nel migliore dei modi.

Avvocati Matrimonialisti Associati

Per offrirti la nostra assistenza, abbiamo bisogno di conoscere il tuo caso (quale reddito percepisci, quale reddito percepisce il tuo coniuge, quali sono le attitudini professionali di entrambi, qual è il vostro abituale tenore di vita, da quanto tempo siete sposati, ecc). Solo su queste basi potremmo iniziare a tessere una trattativa, con l’auspicio che la negoziazione conduca ad un accordo.
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