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Dipendenze e nomina di un amministratore di sostegno

§ Sintesi dei contenuti

Le dipendenze — dall’alcol, dalle sostanze, dal gioco d’azzardo — possono compromettere gravemente la capacità di una persona di gestire la propria vita e i propri interessi. In questi casi l’ordinamento prevede una misura di protezione flessibile: l’amministrazione di sostegno. Vediamo quando e come può essere utile, anche in contesti familiari.

Cos’è l’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno è una figura, nominata dal giudice tutelare, che assiste o rappresenta una persona che, per una menomazione o un’infermità anche temporanea, si trova nell’impossibilità, totale o parziale, di provvedere ai propri interessi. È uno strumento flessibile: i suoi poteri sono calibrati sulle reali esigenze della persona, lasciandole la massima autonomia possibile.

Le dipendenze come presupposto

Una grave dipendenza può rientrare tra le situazioni che giustificano la nomina, quando incide concretamente sulla capacità della persona di gestire sé stessa e il proprio patrimonio: si pensi a chi, a causa del gioco d’azzardo, dilapida i propri beni, o a chi, per l’abuso di sostanze, non è in grado di provvedere alle proprie necessità. L’amministrazione di sostegno serve a proteggere la persona, non a punirla.

Cosa può fare l’amministratore

Il giudice stabilisce con precisione i poteri dell’amministratore, che possono riguardare ad esempio:

  • la gestione del denaro e del patrimonio, per evitare scelte rovinose;
  • l’assistenza in determinati atti (acquisti, contratti, pratiche);
  • la cura di specifici interessi personali della persona protetta.

La misura è modulabile e revocabile: può essere ampliata, ridotta o cessare del tutto quando vengono meno le ragioni che l’hanno determinata, ad esempio dopo un percorso di recupero.

Il rapporto con la responsabilità genitoriale

Quando la persona con dipendenza è un genitore, la situazione va valutata anche sotto il profilo della tutela dei figli. L’amministrazione di sostegno riguarda la protezione dell’adulto e dei suoi interessi; le decisioni sull’affidamento e sulla responsabilità genitoriale seguono invece le regole proprie del diritto di famiglia, sempre nell’interesse del minore. Le due misure possono coesistere e completarsi.

Per approfondire leggi la guida all’affidamento dei figli e quando una condotta incide sulla responsabilità genitoriale. Il riferimento è l’art. 404 del Codice civile.

Se una dipendenza sta mettendo a rischio te o un tuo familiare, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.

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Domande frequenti

Una dipendenza può portare alla nomina di un amministratore di sostegno?

Sì, quando incide concretamente sulla capacità della persona di provvedere ai propri interessi, come nel gioco d’azzardo o nell’abuso di sostanze. È una misura di protezione, non una sanzione.

Cosa può fare l’amministratore di sostegno?

Ciò che il giudice stabilisce: tipicamente la gestione del denaro e del patrimonio e l’assistenza in determinati atti, lasciando alla persona la maggiore autonomia possibile.

È una misura definitiva?

No. È flessibile e revocabile: può essere modificata o cessare quando vengono meno le ragioni che l’hanno determinata, ad esempio dopo un percorso di recupero.

Cosa succede se la persona con dipendenza è un genitore?

L’amministrazione di sostegno protegge l’adulto; le decisioni su affidamento e responsabilità genitoriale seguono le regole del diritto di famiglia, nell’interesse del minore. Le due misure possono coesistere.

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