Capita spesso, dopo una separazione, che uno dei due coniugi continui a vivere da solo nella casa di cui entrambi sono proprietari, escludendo di fatto l’altro dal suo godimento. In questi casi la legge prevede un rimedio concreto: il coniuge tenuto fuori ha diritto a un’indennità di occupazione. Vediamo quando spetta, come si calcola e cosa rischia chi esclude l’altro dalla casa comune.
Quando spetta l’indennità di occupazione
Il presupposto è chiaro: il coniuge comproprietario della casa familiare che, dopo la separazione, non riesca a goderne perché l’immobile è occupato in via esclusiva dall’altro — senza che a quest’ultimo sia stato assegnato dal giudice — ha diritto a ottenere un’indennità per il mancato godimento.
Il punto decisivo è l’assenza di un titolo: se non c’è un provvedimento di assegnazione della casa a uno solo dei due, nessuno dei comproprietari può escludere l’altro dall’uso del bene comune. Lo prevede l’art. 1102 del Codice civile, secondo cui ciascun partecipante alla comunione può servirsi della cosa comune senza impedirne agli altri pari uso.
Quanto vale l’indennità
L’indennità è rapportabile alla metà del canone di locazione che si potrebbe ricavare affittando l’immobile. È il criterio fissato dal Tribunale di Roma con la sentenza n. 473/2016, in un caso in cui la moglie aveva cambiato la serratura senza consegnare le nuove chiavi al marito, pur essendo la casa — gravata da un mutuo cointestato — di entrambi e non assegnata in via esclusiva.
La decisione conferma un orientamento consolidato della Corte di Cassazione (sentenza n. 20394/2013): il comproprietario che gode da solo dell’intero bene, senza un titolo che giustifichi l’esclusione degli altri, deve corrispondere loro un ristoro pari, in mancanza di altri criteri, ai canoni di locazione percepibili per l’immobile.
I casi tipici in cui si applica
Una situazione di questo tipo si può presentare quando:
- i coniugi non si sono ancora separati legalmente e uno cambia la serratura per impedire all’altro di entrare;
- c’è già stata la separazione, ma la casa non è stata assegnata a nessuno dei due (tipico quando non ci sono figli minori ed entrambi sono economicamente autosufficienti);
- la casa era stata assegnata a un coniuge per la presenza di figli, ma — venuto meno quel presupposto — continua a essere occupata in via esclusiva impedendo all’altro comproprietario di tornarne a godere.
Attenzione: cambiare la serratura può essere reato
Escludere l’altro dalla casa comune non comporta solo conseguenze economiche. Un comportamento del genere può integrare il reato di violenza privata, previsto dall’art. 610 del Codice penale.
La Cassazione, con la sentenza n. 25626/2016, ha condannato il coniuge che aveva cambiato la serratura della casa familiare impedendo all’altro di entrarvi, pur essendo l’immobile assegnato a entrambi. I giudici hanno chiarito che, per configurare il reato, non serve una violenza “fisica”: basta un comportamento — come l’installazione di una nuova serratura — diretto a limitare la libertà di azione altrui.
Cosa puoi fare
- Se sei stato escluso dalla casa comune, puoi chiedere l’indennità di occupazione per il periodo di mancato godimento e, nei casi più gravi, valutare la tutela penale.
- Se stai pensando di cambiare la serratura per tenere fuori l’altro coniuge, fermati: senza un provvedimento del giudice rischi di dover pagare l’indennità e persino una condanna penale.
- Ricorda che il modo corretto per regolare l’uso della casa è il provvedimento del giudice, non l’iniziativa unilaterale.
Se la casa è gravata da un finanziamento, può esserti utile anche l’approfondimento su separazione con mutuo. Per il quadro generale su criteri e funzionamento, vedi la guida all’assegnazione della casa coniugale.
Se sei stato escluso dalla casa di cui sei comproprietario, o temi di esserlo, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
Leggi anche
- Assegnazione della casa coniugale: a chi spetta e quando
- Assegnazione parziale della casa al coniuge non affidatario
- Nuovo fidanzato e casa coniugale: si può ospitare?
- Revoca dell'assegnazione della casa coniugale
Domande frequenti
Quanto spetta di indennità di occupazione?
In genere la metà del canone di locazione che si potrebbe ottenere affittando l’immobile, salvo che esistano altri criteri di valutazione più idonei al caso concreto.
Spetta anche se non ci siamo ancora separati?
Sì. Il diritto nasce dalla comproprietà e dall’esclusione dal godimento del bene comune, indipendentemente dal fatto che la separazione sia già stata formalizzata.
Se la casa è assegnata a mia moglie devo comunque ricevere l’indennità?
No. Se esiste un provvedimento del giudice che assegna la casa a uno solo dei due, quel coniuge ha titolo per occuparla e non è dovuta alcuna indennità all’altro.
Cambiare la serratura è davvero reato?
Può esserlo. La Cassazione ha riconosciuto il reato di violenza privata a carico di chi cambia la serratura per impedire all’altro comproprietario di accedere alla casa comune.
Come faccio a ottenere l’indennità?
Va richiesta al giudice, documentando la comproprietà, l’occupazione esclusiva da parte dell’altro e l’assenza di un titolo di assegnazione. È consigliabile l’assistenza di un avvocato.