Il difficile passaggio da 2 a 1

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Viviamo in una società in cui tutto è molto dinamico, scorre velocemente, non c’è tempo per fermarsi, per soffrire, per esprimere il dolore, è una società che anestetizza le esperienze. L’uomo viene addomesticato a non soffrire, pertanto i mali dell’anima vengono curati con una farmacologia volta a eliminare il sintomo, lasciando inalterate le cause.
Che le famiglie vadano in crisi non è una novità, in quest’epoca sì è perso il conto di quante coppie si siano e si stiano separando, mentre un tempo la separazione rappresentava l’eccezione.
L’idea che il matrimonio sia un contratto a termine è entrata nella mentalità delle generazioni più giovani, cresciute all’interno di famiglie separate o a fianco di coetanei, figli di genitori divisi.
Ma se la coppia si divide, dai figli non si divorzia mai.
La crisi della famiglia scoppia nel momento in cui uno dei suoi membri non sopporta più i costi del vivere insieme. La rottura dei legami famigliari è una delle prove più difficili da affrontare. La coppia che si separa non è composta solo da due persone anzi molti sono i personaggi reali e fantastici che popolano la scena. Intorno ai coniugi ci sono i figli, i nonni, i parenti, gli amici, i colleghi di lavoro e nella testa di ognuno narrazioni, storie di famiglia.
È decisivo il modo in cui marito e moglie contrattano la fine della loro unione, vivono i conflitti, esprimono le diverse emozioni, elaborano il passato e prospettano il futuro. La modalità in cui i genitori affrontano la separazione si riflette sul vissuto dei figli, anche se non completamente, in quanto ognuno ha la sua storia e la sua personalità in base alla quale filtra ed interpreta gli avvenimenti.
Per riuscire a separarsi “bene” è fondamentale elaborare i sentimenti negativi di abbandono, colpa, rabbia, vendetta che caratterizzano ogni lacerazione degli affetti. Riuscire ad affrontare e non a sopprimere il dolore aiuta a ricomporre la propria identità e a recuperare quelle risorse che sembravano perse.
I figli dal canto loro si sentiranno autorizzati a soffrire se vedono papà e mamma che soffrono, viceversa si sentirebbero costretti a imitare i loro comportamenti edulcorati, ritenendoli più appropriati.
Spesso la separazione coniugale è una dura necessità, dolorosa per tutti anche se per i genitori prevale un senso di fallimento di un progetto di convivenza, mentre per i figli è un attacco al loro senso di sicurezza, al loro bisogno profondo di crescere accuditi da adulti stabili.
Per supportare il benessere dei figli, se l’elaborazione del dolore da parte dei genitori è bloccata da una intensa conflittualità è utile rivolgersi a professionisti per chiedere aiuto.

Scritto da: Dott.ssa Laura Tavani
Psicologa- Psicoterapeuta
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