Cosa succede all’assegno di mantenimento se l’ex coniuge che lo versa riceve un’eredità? E se invece è chi percepisce l’assegno a entrare in possesso di un lascito? L’eredità è un evento che può modificare in modo significativo gli equilibri economici fissati al momento della separazione, e per questo può aprire la strada a una revisione. Vediamo come.
L’eredità come “fatto nuovo”
L’assegno di mantenimento viene determinato in base alla situazione economica delle parti al momento della decisione. Quando, successivamente, interviene un fatto nuovo che altera in modo apprezzabile quegli equilibri, è possibile chiedere la revisione dell’importo. Un lascito ereditario, che incrementa il patrimonio e migliora le condizioni economiche di chi lo riceve, è proprio uno di questi fatti nuovi.
Eredità dell’obbligato: l’assegno può aumentare
Se è il coniuge obbligato a ricevere un’eredità che migliora sensibilmente le sue condizioni economiche, l’altro coniuge può chiedere un aumento dell’assegno. Lo ha affermato la Corte di Cassazione (ordinanza n. 8176/2016): l’accrescimento patrimoniale derivante dall’accettazione di un’eredità incide sulla capacità economica dell’obbligato e, di riflesso, su quanto può essere riconosciuto a chi ha diritto al mantenimento.
In quel caso fu confermato un assegno di 1.000 euro mensili a favore della moglie separata di un pensionato che, da accertamenti fiscali, era risultato aver accresciuto il proprio patrimonio. Il principio è chiaro: un miglioramento stabile della situazione di chi paga può tradursi in un assegno più alto.
Eredità del beneficiario: l’assegno può ridursi
Il ragionamento vale anche al contrario. Se è il coniuge che riceve l’assegno a entrare in possesso di un’eredità che lo rende più autonomo, l’obbligato può chiedere una riduzione o, nei casi più netti, la revoca: viene meno, in tutto o in parte, quello stato di bisogno che giustificava il sostegno.
Come si procede
In entrambi i casi la modifica non è automatica: occorre dimostrare che l’eredità ha effettivamente e stabilmente cambiato le condizioni economiche e chiedere la revisione al giudice (o raggiungere un accordo). Non è consentito aumentare o ridurre l’assegno di propria iniziativa: la strada corretta è sempre quella della modifica formale delle condizioni.
Per approfondire leggi come si modifica l’assegno di mantenimento e come si calcola l’assegno. Il riferimento è l’art. 156 del Codice civile.
Se un’eredità ha cambiato la tua situazione o quella del tuo ex, e vuoi capire se chiedere la revisione, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Un’eredità fa aumentare l’assegno di mantenimento?
Può farlo se a riceverla è il coniuge obbligato e migliora stabilmente le sue condizioni economiche: l’altro coniuge può chiedere la revisione in aumento, come confermato dalla Cassazione.
E se l’eredità la riceve chi prende l’assegno?
In quel caso l’obbligato può chiedere una riduzione o la revoca, perché viene meno, in tutto o in parte, lo stato di bisogno che giustificava il mantenimento.
L’aumento o la riduzione sono automatici?
No. Occorre dimostrare che l’eredità ha cambiato in modo stabile le condizioni economiche e chiedere la revisione al giudice o raggiungere un accordo.
Posso cambiare l’importo da solo dopo un’eredità?
No. Né aumentarlo né ridurlo di propria iniziativa: serve sempre la modifica formale delle condizioni, tramite accordo o decisione del giudice.