Lo stalking giudiziario

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Lo strumento giuridico dovrebbe essere utilizzato per tutelare dei diritti soggettivi, ma, purtroppo, si presta anche ad arrecare molestia o danni.

Il nostro paese detiene il primato non solo in Europa, ma anche nel mondo, per avere il maggior numero di processi pendenti.

La separazione comporta scelte che potranno condizionare il resto della tua vita

Assicurati di scegliere consapevolmente

Ma il dato più sconcertante è che molti di questi processi sono finalizzati più a nuocere che a tutelare un diritto. Basti pensare che il 75% delle denunce penali nei confronti del coniuge risultano palesemente infondate.

E’ evidente che la natura litigiosa degli italiani e la mancanza di limiti all’utilizzo dello strumento giudiziario non incentivano a trovare soluzioni conciliative. Questo è certamente uno dei motivi che hanno influito sul mancato successo della mediazione.

Ma vediamo in concreto di cosa si tratta.

Lo stalking giudiziario

Quando è configurabile lo stalking giudiziario e come posso tutelarmi se sono una vittima?

Tale fattispecie di reato (non ancora delineato in modo preciso dalla giurisprudenza) si configura ogni volta che il “molestatore” adotta strategie palesemente finalizzate ad arrecare molestie alla vittima, condizionandone in negativo la qualità della vita.

Il “molestatore” , in modo consapevole, ricorre a numerose ed infondate azioni giudiziarie ( civili o penali) al solo fine di arrecare danni psicologici, economici, con risvolti negativi sull’immagine della vittima e sul suo  ruolo genitoriale.

In sostanza si realizza un abuso di diritto ogni volta che vi è una sproporzione tra il vantaggio del presunto titolare del diritto e il sacrificio cui viene assoggettata l’altra parte.

Tali comportamenti vengono sanzionati dal nostro ordinamento.

Come posso tutelarmi ?

Innanzitutto, nell’ambito del contenzioso civile posso chiedere la condanna della controparte per lite temeraria, evidenziando la condotta contraria a buona fede.

Ci sono già alcuni Tribunali, come quello di Varese che si sono pronunciati condannando i “molestatori” a pagare un ingente risarcimento danni.

Tale condotta raffigura altresì una fattispecie di reato assimilabile allo stalking, si parla infatti di “stalking giudiziario”, pertanto posso valutare l’opportunità di sporgere querela.

L’avvocato che asseconda una tale condotta ha qualche responsabilità?

E’ indubbio che quando ci troviamo difronte a tali casi sussiste una questione di carenza di deontologia professionale da parte di alcuni legali che dovrebbe essere segnalata ai competenti organi. Recentemente alcune sentenze hanno esteso la responsabilità professionale dell’avvocato anche alla promozione di cause poi giudicate temerarie.

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Chi siamo

Separati.org è un progetto informativo e di utilità sociale nato con l’obiettivo di offrire orientamento e consapevolezza alle persone che stanno affrontando una separazione o un divorzio, spesso in un momento di particolare fragilità personale ed economica.

L’iniziativa ha finalità esclusivamente informative e si fonda sull’idea che comprendere i propri diritti e doveri sia il primo strumento di tutela, soprattutto per chi non dispone delle risorse necessarie per accedere immediatamente a un’assistenza professionale.

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