Con il divorzio si perde la qualità di erede dell’ex coniuge. Esiste però un’eccezione poco conosciuta ma importante: in determinate condizioni, alla morte dell’ex, il divorziato superstite può ottenere un assegno periodico a carico dell’eredità, il cosiddetto assegno successorio. Vediamo quando spetta e come si chiede.
Cos’è l’assegno successorio
È un assegno periodico che può essere posto a carico degli eredi dell’ex coniuge defunto — siano essi eredi legittimi o testamentari. Non si tratta di una quota di eredità, ma di un contributo economico continuativo a favore del divorziato che si trovi in stato di bisogno.
La sua funzione è di tutela: serve a non lasciare privo di mezzi chi, già beneficiario dell’assegno divorzile, perde con la morte dell’ex anche quella fonte di sostegno.
Quando spetta
L’assegno successorio non è automatico. Di norma è riconosciuto al divorziato quando ricorrono insieme alcune condizioni:
- era titolare dell’assegno divorzile al momento della morte dell’ex coniuge;
- versa in stato di bisogno economico;
- non si è risposato.
In presenza di questi presupposti, il divorziato può chiedere l’assegno a carico dell’eredità. L’importo non è fisso: viene determinato tenendo conto dell’entità dell’assegno divorzile che percepiva, delle sostanze ereditarie, del numero e della condizione economica degli eredi e dello stato di bisogno del richiedente.
Da non confondere con reversibilità e TFR
L’assegno successorio è solo uno dei tre strumenti che, alla morte dell’ex coniuge, possono tutelare il divorziato, ed è bene non confonderli perché hanno presupposti e soggetti debitori diversi:
- l’assegno successorio è a carico degli eredi ed è legato allo stato di bisogno;
- la pensione di reversibilità è erogata dall’ente previdenziale (INPS) e spetta al divorziato titolare dell’assegno divorzile, non risposato, se il rapporto previdenziale è anteriore alla sentenza di divorzio;
- la quota di TFR dell’ex maturata in costanza di matrimonio spetta, a certe condizioni, al divorziato titolare dell’assegno e non risposato.
Sono tre tutele autonome, che in alcuni casi possono anche cumularsi: vale la pena verificarle tutte, perché spesso chi richiede l’una ignora di aver diritto anche alle altre.
E se ci sono più ex coniugi?
Può accadere che il defunto avesse avuto più matrimoni e più divorzi. In questi casi, quando più aventi diritto concorrono (ad esempio per la reversibilità o per le pretese a carico dell’eredità), la ripartizione tiene conto della durata dei rispettivi matrimoni e degli altri criteri fissati dalla legge e dalla giurisprudenza. È una situazione delicata, in cui l’assistenza legale diventa pressoché indispensabile.
Come si chiede l’assegno successorio
La richiesta va rivolta agli eredi e, in caso di mancato accordo, al tribunale competente. È bene documentare la titolarità dell’assegno divorzile, lo stato di bisogno e la consistenza dell’eredità. Trattandosi di una materia delicata, in cui si intrecciano diritto di famiglia e successioni, l’assistenza di un legale è particolarmente utile.
Va distinto da un altro tema: la posizione ereditaria del divorziato, che di regola non eredita nulla. L’assegno successorio è proprio l’eccezione a quella regola.
Per il quadro generale leggi la guida al divorzio. L’assegno periodico a carico dell’eredità è previsto dall’art. 9-bis della legge 898/1970.
Se il tuo ex coniuge è venuto a mancare e percepivi l’assegno divorzile, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
Leggi anche
- Il divorzio: come funziona, tempi, costi ed effetti
- Eredità e aumento dell'assegno di mantenimento
- A chi spetta la pensione di reversibilità (coniuge superstite o divorziato?)
- Assegno divorzile anche con lavoro in nero
Domande frequenti
Il divorziato eredita dall’ex coniuge?
Di regola no: con il divorzio si perde la qualità di erede. Può però spettare un assegno periodico a carico dell’eredità, l’assegno successorio, a determinate condizioni.
Quando spetta l’assegno successorio?
Quando il divorziato era titolare dell’assegno divorzile alla morte dell’ex, versa in stato di bisogno e non si è risposato.
Chi paga l’assegno a carico dell’eredità?
Gli eredi del defunto, legittimi o testamentari. L’importo si determina considerando l’eredità, lo stato di bisogno del divorziato e l’assegno divorzile che percepiva.
Si perde l’assegno successorio se ci si risposa?
Sì. Le nuove nozze del divorziato, come fanno venir meno l’assegno divorzile, escludono anche il diritto all’assegno a carico dell’eredità.
Una risposta
Mio marito divorziato da all’ex moglie 150 euro non ha proprietà ,in posta gli arriva lo stipendio ed ha 16.000 euro un conto cointestato, in caso di morte potrebbe vantare dei diritti? Grazieeeee infinite