Figlio maggiorenne economicamente autosufficiente

Il tema in oggetto è senz’altro uno dei più dibattuti in giurisprudenza nonchè uno dei temi maggiormente soggetti alle dinamiche sociali in continua evoluzione.
Ci siamo occupati già in passato di questo argomento ma è utile tornare sul punto proprio alla luce delle pronunce giurisprudenziali che si susseguono nel tempo.

I requisiti secondo la Cassazione

Di recente con l’ordinanza 24391/2024 del 18.09.2024 la 1^ Sezione Civile della Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente apportando ulteriori criteri interpretativi al concetto di “autosufficienza economica” del figlio maggiorenne in ragione della quale si può – come noto – richiedere la revoca del mantenimento.
L’aspetto più innovativo dell’ordinanza è la circostanza che la valutazione del concetto di autossuficienza economica non può essere meramente collegata alla possibilità di ottenere un’occupazione, ma deve essere considerata alla luce di due ulteriori requiisiti:

La separazione comporta scelte che potranno condizionare il resto della tua vita

Assicurati di scegliere consapevolmente

  1. Le condizioni del mercato del lavoro: non basta che il figlio abbia raggiunto una adeguata formazione
  2. potenzialmente idonea ad inserirsi nel mondo del lavoro, ma è necessario verificare che vi siano concrete possibilità di inserimento. Dunque se il figlio ha maturato una adeguata formazione, ma non riesce a reperire un’occupazione lavorativa per ragioni estranee alla sua volonà, potrebbe continuare ad avere diritto al mantenimento.
  3. Le prospettive future del figlio: non basta un’occupazione qualsiasi per interrompere il diritto al mantenimento. In buona sostanza l’autosufficienza economica deve essere valutata anche in termini di stabilità e adeguatezza del reddito, che deve consentire al figlio di mantenere lo stesso tenore di vita goduto fino a quel momento.
    Pertanto, se il lavoro svolto dal figlio è precario o insufficiente a garantirgli un livello di vita dignitoso o comunque almeno pari a quello goduto in precedenza, l’obbligo di mantenimento potrebbe dunque perdurare.

Indipendenza economica con reddito stabile e adeguato

L’ordinanza in commento si pone comunque sostanzialmente in linea con le decisioni precedenti, ma le arricchisce con sfumature interpretative più complesse: ricordiamo precedenti pronunce dello stesso tenore (Cass. Civ. n. 17183/2020 e ancora prima la n. 12952/2016), in cui si è sempre ribadito che l’obbligo di mantenimento dei genitori può cessare solo quando il figlio abbia raggiunto un livello di indipendenza economica “stabile e adeguato” che gli consenta di provvedere a sé stesso in maniera autonoma e con continuità.

La discrezionalità del giudice

Dal punto di vista pratico l’ordinanza n . 24391/2024 avrà sicuramente impatto nella prassi giudiziale poichè renderà più complessa (e forse più lunga) la valutazione che dovrà essere operata in giudizio per valutare la effettiva autosufficienza economica del figlio maggiorenne dovendosi tener conto di numerose variabili che lasciano, sotto altro profilo, un ampio margine di discrezionaità al Giudice.
Il bilanciamento tra le esigenze dei figli e quelle dei genitori appare dunque sempre più complesso, alla luce delle dinamiche del mercato del lavoro sempre più variabili, richiedendo valutazioni giudiziali personalizzate e approfondite

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Commenti

Una risposta

  1. Buongiorno avvocato,
    ho una figlia di 21 anni che da marzo 2025 lavora con contratto di apprendistato di 3 anni con promessa verbale di trasformazione a tempo indeterminato ed un netto di circa 1200 Euro/Mese per 13 mensilità). Volevo capire se in linea di massima questo può essere considerato sufficente per considerarla autonoma economicamente (cive con la madfre in una casa in cui a tutt’oggi contribuisco per il 50% nel mutuo, quindi anche di mia proprieta). il suo stipendio non è necessario quindi per un affitto o un mutuo.
    Grazie,
    Francesco.

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