L’adozione da parte di coppie dello stesso sesso è uno dei temi più discussi del diritto di famiglia. La situazione italiana è il risultato di una legge che non la prevede espressamente e di una giurisprudenza che, caso per caso, ha aperto alcuni spazi. Proviamo a fare chiarezza sullo stato attuale, in modo equilibrato.
L’adozione congiunta non è prevista
In Italia l’adozione legittimante congiunta — quella della coppia che adotta insieme un minore in stato di abbandono — è riservata alle coppie unite in matrimonio. Poiché il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ammesso (la legge n. 76 del 2016 ha introdotto le unioni civili, ma non il matrimonio né l’adozione), le coppie omosessuali non possono accedere all’adozione piena congiunta.
La stepchild adoption nella giurisprudenza
Diverso è il discorso per la cosiddetta stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio del partner. Pur in assenza di un riconoscimento espresso nella legge sulle unioni civili, la giurisprudenza — fino alla Corte di Cassazione — ha ammesso in più occasioni l’adozione in casi particolari (prevista dall’art. 44 della legge sull’adozione) a favore del partner dello stesso sesso del genitore, valorizzando la continuità affettiva e il legame già esistente con il minore.
Si tratta di decisioni assunte caso per caso, nell’interesse del bambino, e non di un automatismo: ogni situazione viene valutata dal giudice nella sua concretezza.
Il riconoscimento dei provvedimenti esteri
Un ulteriore fronte riguarda il riconoscimento in Italia di adozioni o provvedimenti di genitorialità formati all’estero. Anche qui la materia è complessa e oggetto di pronunce della giurisprudenza, che bilanciano la tutela del minore con i principi dell’ordinamento interno, con esiti che variano a seconda delle situazioni.
Un quadro in evoluzione
Il tema resta aperto e dibattuto, sia sul piano politico sia su quello giuridico. Da un lato c’è chi spinge per una riforma che riconosca pieni diritti adottivi alle coppie dello stesso sesso; dall’altro chi ritiene che la disciplina attuale vada mantenuta. Nel frattempo, sono soprattutto le Corti — compresa la Corte costituzionale, intervenuta a più riprese sui diritti dei figli di coppie omogenitoriali — a definire i confini concreti della tutela.
Per chi affronta una situazione di questo tipo, è essenziale una valutazione aggiornata e specifica, vista la rapidità con cui la materia evolve.
Per approfondire leggi la guida all’affidamento dei figli e all’adozione in generale. Il riferimento è la legge n. 184 del 1983 e la legge n. 76 del 2016 sulle unioni civili.
Se stai affrontando una questione di genitorialità in una coppia dello stesso sesso, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Le coppie omosessuali possono adottare in Italia?
L’adozione legittimante congiunta è riservata alle coppie sposate, quindi non è accessibile alle coppie dello stesso sesso. La giurisprudenza ammette però, caso per caso, la stepchild adoption.
Cos’è la stepchild adoption?
È l’adozione del figlio del partner. Per le coppie omosessuali è stata riconosciuta dalla giurisprudenza come adozione in casi particolari, valorizzando il legame affettivo già esistente col minore.
Le unioni civili prevedono l’adozione?
No. La legge n. 76 del 2016 ha introdotto le unioni civili ma non ha disciplinato l’adozione, che resta affidata, per questi casi, alle decisioni della giurisprudenza.
La situazione può cambiare?
Sì. È una materia in evoluzione, oggetto di dibattito politico e di numerose pronunce delle Corti, compresa la Corte costituzionale: serve sempre una valutazione aggiornata e specifica.