La separazione consensuale è possibile solo quando esistono determinate condizioni di accordo tra i coniugi.
Verifica se nel tuo caso ricorrono i presupposti per una separazione consensuale, rispondendo al test che abbiamo predisposto
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Capire se una separazione può essere consensuale non dipende solo dalla volontà dei coniugi, ma dalla presenza di condizioni concrete che rendano possibile un accordo equilibrato.
Il questionario serve a raccogliere in modo strutturato gli elementi che incidono sulla scelta tra separazione consensuale e giudiziale, prima di intraprendere un percorso non adatto al proprio caso.
Grado di accordo tra i coniugi
per capire se esiste una base minima condivisa o se sono già presenti elementi di conflittualità.
Presenza di figli minori o non autosufficienti
e livello di condivisione sulle decisioni che li riguardano (affidamento, tempi, mantenimento).
Gestione della casa coniugale
soprattutto nei casi di immobile intestato a uno solo dei coniugi o gravato da mutuo.
Situazione reddituale e patrimoniale
per valutare se eventuali squilibri economici possono ostacolare un accordo.
Accordi informali già esistenti
anche se mai messi per iscritto, che possono incidere sull’esito della separazione.
L’obiettivo non è decidere al posto tuo, ma aiutarti a capire quale percorso è realisticamente praticabile, evitando tempi, costi e conflitti inutili.
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sulla tua situazione familiare e sul grado di accordo tra i coniugi, per capire se esistono le condizioni minime per una separazione consensuale
su quale percorso è praticabile nel tuo caso, valutando quali elementi di conflitto potrebbero ostacolare un accordo
solo se necessario, per chiarire gli aspetti più delicati emersi dal questionario, senza impegno e con la massima riservatezza
La separazione consensuale è praticabile solo quando esiste una base minima di accordo tra i coniugi sui principali aspetti della vita familiare.
Non è necessario che tutto sia già definito, ma devono esserci condizioni che rendano possibile una regolazione condivisa.
In particolare incidono:
la volontà di entrambi di evitare il conflitto
un accordo, anche parziale, su figli e mantenimento
una gestione condivisibile della casa coniugale
una situazione economica che non crei squilibri insanabili
In presenza di questi elementi, la separazione consensuale consente tempi più rapidi, minori costi e maggiore stabilità futura.
Anche situazioni apparentemente simili possono portare a esiti molto diversi.
La separazione diventa giudiziale quando emergono elementi di conflitto che impediscono un accordo equilibrato.
Spesso accade in presenza di:
disaccordi profondi su affidamento o mantenimento dei figli
conflitti sulla casa coniugale o sul patrimonio
forti squilibri economici tra i coniugi
accordi informali mai chiariti o contestazioni pregresse
In questi casi, intraprendere una strada “consensuale” senza una valutazione preliminare può rivelarsi controproducente.
Separati.org è un’iniziativa promossa dall’Istituto per la Difesa del Consumo, associazione di consumatori impegnata nella tutela dei cittadini e dei coniugi che si trovano ad affrontare situazioni di fragilità economica e personale.
L’obiettivo del progetto è offrire informazione chiara, orientamento giuridico e supporto iniziale, per aiutare i nostri assistiti a conoscere e comprendere i propri diritti, così da poter assumere decisioni consapevoli in un momento delicato della propria vita.
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Una separazione è consensuale quando entrambi i coniugi sono d’accordo nel regolare la fine del rapporto senza conflitto, trovando un’intesa sui principali aspetti familiari ed economici. Non è necessario che tutto sia già definito, ma devono esistere le condizioni per un accordo equilibrato.
Non sempre è richiesto che ogni dettaglio sia già concordato, ma l’assenza di accordo su questioni centrali (figli, mantenimento, casa) può rendere impossibile una separazione consensuale e portare verso un procedimento giudiziale.
La separazione consensuale si basa su un accordo tra i coniugi e consente tempi più rapidi e minori costi.
La separazione giudiziale, invece, si rende necessaria quando manca l’accordo e sarà il giudice a decidere sulle condizioni della separazione.
Dipende dalle circostanze. In alcuni casi è possibile, ma la valutazione cambia in base al tipo di procedimento e alla posizione del richiedente.
Una separazione tende a diventare giudiziale quando emergono conflitti significativi, ad esempio su:
affidamento e mantenimento dei figli
assegnazione della casa coniugale
gestione del patrimonio
forti squilibri economici tra i coniugi
In questi casi è difficile raggiungere un accordo condiviso.
Sì, la presenza di figli minori non esclude la separazione consensuale. Tuttavia, è necessario che i genitori trovino un accordo su affidamento, tempi di permanenza e mantenimento, nel rispetto dell’interesse dei figli.
No. La volontà di separarsi non è sufficiente da sola. Occorre verificare se esistono le condizioni concrete per un accordo equilibrato, considerando situazione familiare, figli, casa e redditi.
In alcuni casi sì. Una valutazione preliminare aiuta a capire se il conflitto è superabile o se, invece, è già presente un livello di contrasto tale da rendere inevitabile la separazione giudiziale.
No. Il questionario non prende decisioni, ma serve a far emergere gli elementi rilevanti del tuo caso, aiutandoti a capire quale percorso è realisticamente praticabile prima di intraprendere una procedura.
No. Il servizio non fornisce un accordo legale né sostituisce l’attività dell’avvocato. Serve a offrire un primo orientamento consapevole, che potrà poi essere approfondito con un professionista.
Sì. La compilazione del questionario e il primo orientamento sono gratuiti e senza impegno.
Sì. Le informazioni fornite vengono trattate con la massima riservatezza e utilizzate esclusivamente per finalità di orientamento.
La separazione consensuale non è possibile quando manca un accordo minimo tra i coniugi su aspetti centrali come figli, mantenimento, casa coniugale o gestione del patrimonio. In presenza di conflitti rilevanti, il procedimento tende a diventare giudiziale.
Sì. Una separazione avviata come consensuale può trasformarsi in giudiziale se, nel corso del procedimento, emergono contrasti che impediscono di mantenere un accordo condiviso.
In generale, la separazione consensuale ha tempi più rapidi rispetto a quella giudiziale. La separazione giudiziale può richiedere tempi molto più lunghi, perché il giudice deve decidere sulle condizioni in assenza di accordo tra i coniugi.
Di norma sì. La separazione consensuale comporta costi più contenuti rispetto a quella giudiziale, che può richiedere più udienze, attività difensive e tempi più lunghi. Tuttavia, ogni caso va valutato singolarmente.
La separazione consensuale richiede la collaborazione di entrambi i coniugi. Se uno dei due rifiuta ogni forma di accordo o mantiene una posizione rigidamente conflittuale, la strada consensuale diventa difficilmente praticabile.
Non sempre. In alcuni casi, tentare una separazione consensuale senza le condizioni adeguate può generare ritardi, frustrazione e costi aggiuntivi. Per questo è utile una valutazione preliminare prima di scegliere il percorso.
Capire quale percorso conviene dipende dal grado di accordo tra i coniugi, dalla presenza di figli, dalla situazione economica e dalla gestione dei beni comuni. Il questionario serve proprio a far emergere questi elementi prima di prendere una decisione.
Per Avvocati e non addetti ai lavori.